venerdì 31 maggio 2013

Oh, Bella Ciao...



Nel giorno dei suoi funerali, pubblico l'ultimo testo scritto da Franca Rame.

Siamo nel Paradiso terrestre. Dio ha creato alberi, fiumi, foreste animali e anche l’uomo. O meglio il primo essere umano ad essere forgiato non è Adamo ma Eva, la femmina!
Che viene al mondo non tratta dalla costola d’Adamo ma modellata dal Creatore in un’argilla fine e delicata. Un pezzo unico, poi le dà la vita e la parola.
Il tutto 'prima' di creare Adamo; tant’è che girando qua e là nel paradiso Eva si lamenta che… della sua razza si ritrovi ad essere l’unica, mentre tutti gli altri animali si trovano già accoppiati e addirittura in branco. Ma poi eccola incontrare finalmente il suo 'maschio', Adamo, che la guarda preoccupato e sospettoso.
Eva vuol provocarlo e inizia intorno a lui una strana danza fatta di salti, capriole e grida da selvatica… quasi un gioco che Adamo non apprezza, anzi prova timore per come agisce quella creatura… al punto che fugge nella foresta a nascondersi e sparisce; ma viene il momento in cui il Creatore vuole parlare ad entrambe le sue creature, umane. Manda un Arcangelo a cercarli. Quello li trova e poi li accompagna dinnanzi a Dio in persona. L’Eterno li osserva e poi si compiace: «Mica male! Mi siete riusciti… E dire che non ero neanche in giornata! Voi non lo sapete perché ancora non ve l’ho detto ma entrambi siete i proprietari assoluti di questo Eden! E sta a voi decidere cosa farne e come viverci. Ecco la chiave». E gliela getta. «Vedete, qui ci sono due alberi magnifici (e li indica), uno – quello di sinistra – dà frutti copiosi e dal sapore cangiante. Questi frutti, se li mangiate, faranno di voi due esseri eterni. Sì, mi rendo conto che ho pronunciato una parola che per voi non ha significato: eternità… Significa che avrete la stessa proprietà che hanno gli angeli e gli arcangeli, vivrete per sempre, appunto in eterno! A differenza degli altri animali non avrete prole, perché, essendo eterni, che interesse avreste di riprodurvi e generare uomini e donne come voi, della vostra razza? L’altro albero invece produce semplici mele, nutrienti e di buon sapore. Ma attenti a voi, non vi consiglio di cibarvene! E sapete perché? Perché non creano l’eternità… ma in compenso, devo essere sincero, grazie a loro scoprirete la conoscenza, la sapienza e anche il dubbio. Ancora vi indurranno a creare a vostra volta strumenti di lavoro e perfino macchine come la ruota e il mulino a vento e ad acqua. No, non ho tempo di spiegarvi come si faccia, arrangiatevi da voi. … tutto quello che scoprirete; e ancora queste mele, mangiandole, vi produrranno il desiderio di abbracciarvi l’un l’altro e di amarvi… non solo, ma grazie a quell’amplesso, vi riuscirà di far nascere nuove creature come voi e popolare questo mondo. Però attenti, alla fine ognuno di voi morirà e tornerà ad essere polvere e fango. Gli stessi da cui siete nati. Pensateci con calma, mi darete la risposta fra qualche giorno. Addio».
«No. Non c’è bisogno di attendere, Padre Nostro! – grida subito Eva – Per quanto mi riguarda io ho già deciso, personalmente scelgo il secondo albero, quello delle mele. S devo essere sincera, Dio non offenderti, a me dell’eternità non interessa più di tanto, invece l’idea di conoscere, sapere, aver dubbi, mi gusta assai! Non parliamo poi del fatto di potermi abbracciare a questo maschio che mi hai regalato. Mi piace!!! Da subito ho sentito il suo richiamo e mi è venuto un gran desiderio di cingermi, oh che bella parola ho scoperto: cingermi!, cingermi con lui e farci… come si dice?! Ah, farci l’amore! So già che questo amplesso sarà la fine del mondo! E ti dirò che, appresso, il fatto che mi toccherà morire davanti a tutto quello che ci offri in cambio: la possibilità di scoprire e conoscere vivendo… mi va bene anche quello. Pur di avere conoscenza, coscienza, dubbi e provare amore… ben venga anche la morte!».
Il Padreterno è deluso e irato quindi si rivolge ad Adamo e gli chiede con durezza: «E tu? Che decisione avresti preso? Parlo con te, Adamo, sveglia! Preferisci l’eterno o l’amore col principio e la fine?».
E Adamo quasi sottovoce risponde: «Ho qualche dubbio ma sono molto curioso di scoprire questo mistero dell’amore anche se poi c’è la fine».

Grazie, Franca...

domenica 26 maggio 2013

Un corpo e un'anima


Ho  la fortuna di avere un corpo che non voglio  perdere, se non altro perchè in esso alberga la mia anima.
Ho avuto la smisurata benedizione di avere un corpo smagrito che si è ribellato a se stesso nutrendo un alieno da eliminare prima che eliminasse me.  Ora, con un corpo più in forma, mi accingo a combattere di nuovo contro l’alieno che vorrebbe eliminarlo, insieme alla mia anima. Sarà il mio inno alla vita questo ospite odiato che  osservo allo specchio e tocco, monitorando i cambiamenti e valutando le implicazioni e chiedendomi quanto e come dovrà cambiare  ancora il mio futuro. Un corpo che mi  fa pensare - è lì… dietro una barriera di pochi centimetri di carne ed ossa … così vicino e così distante -.  Ho dovuto imparare ad ascoltare e a leggere il mio corpo. Un corpo che ha dimostrato una tempra eccezionale, che ha resistito e ha saputo fondersi di nuovo insieme all’anima … è una macchina che ha mostrato la sua efficienza nella sua fragilità e che ha tutta l’intenzione di reagire anche a quest’altro attacco… giuro che sarà così!

 

domenica 12 maggio 2013

Festa della Mamma


Auguri alle mamme!


Felice la mamma che sa donare la vita per i figli.
 
Felice la mamma che ama i figli ma non fa dell'amore una prigione.

Felice la mamma consapevole che i figli non sono sua proprietà ma un dono per il mondo.

Felice la mamma che sa educare con dolcezza e determinazione.

Felice la mamma che sa pregare con i figli

Felice la mamma che educa alla gratuità.

Felice la mamma che vive con i figli esperienze d'amore, di rispetto e solidarietà.

Felice la mamma che intuisce le difficoltà dei figli e li sostiene con parole e gesti.

Felice la mamma che veglia sui figli lasciando che seguano la loro strada.

Felice la mamma che condivide con i figli gioie e dolori.

Felice la mamma che insegna ai figli a essere migliori e non i migliori.

Felice la mamma che è felice di essere mamma.
Anonimo

giovedì 2 maggio 2013

Che fine ha fatto lo spread?


Che strano il nostro paese. Poco più di un anno fa il prof bocconiano Monti volava nei sondaggi, era la figura in cui gli italiani riponevano più fiducia, i partiti ne subivano il protagonismo, e forse anche il fascino. La parola d’ordine era: austerità! Chiamato al capezzale di un’Italia moribonda (cosi ci è stato detto), il professore spiegava ad un paese attonito, smarrito, che bisognava fare un po’ di sacrifici per risalire la china, mettersi al riparo dalla speculazione, evitare di finire come la Grecia. Bisognava “salvare” l’Italia, insomma, e lui era lì, a mettere nell’impresa tutta la sua esperienza, di accademico, di burocrate europeo e di consulente finanziario di grandi banche.
Poi sono arrivate le elezioni, e il professore ha un po’ indorato la prospettiva, promettendo tagli alle tasse ed inedite misure di sostegno all’economia, smentendo la perentorietà di certe misure che aveva appena varato.
Passate le elezioni, il film che avevamo visto (pardon, che ci avevano fatto vedere) per più di un anno e mezzo è diventato, d’incanto, un pastone in bianco e nero, sbiadito, come certi film neorealisti degli anni cinquanta. Gli attori protagonisti hanno indossato altri abiti, hanno iniziato a recitare nuovi copioni, sono passati, senza colpo ferire, da un genere all’altro, dal dramma alla farsa, nell’arco di poche settimane. Tutti hanno cancellato dal loro vocabolario la parola rigore, mettendo al primo posto, tra i punti dei lo programmi, il tema della lotta all’austerità. Come a dire: cari italiani, fin qui abbiamo scherzato. Cucù.
Si arriva così, dopo un parto cesareo molto difficile - che ha visto nell’attesa del travaglio, la ri-elezione di Giorgio II, perché manco un presidente sono stati in grado di eleggere – a varare un governo di “larghe intese” , una sorta di minestrone che include quasi tutti i partiti, della serie vecchio arco costituzionale DC.
Al suo insediamento il nuovo (?) Presidente del Consiglio ha reso noto il programma del suo governo: una serie di interventi economici nei settori più delicati che, così, a lume di naso, richiederanno quintalate di miliardi di euro… dove li prenderà? non eravamo il paese a rischio Grecia?...i tagli alla spesa sociale, la pressione fiscale che ha una spirale recessiva devastante per lavoratori, imprese, famiglie…dopo la cura dimagrante del professor Monti, il paese ha fatto un balzo all’indietro di 27 anni, con migliaia di imprese chiuse, con  la perdita, di centinaia di migliaia di posti di lavoro 
Nel nuovo scenario post-elettorale, tuttavia, insieme all’austerità, anche lo spread è passato di moda. Sì, fa le sue oscillazioni giornaliere, peraltro abbastanza contenute e fisiologiche, senza che nessuno ne faccia più l’argomento principe delle proprie sortite politico-mediatiche.
E allora, ecco, che sorge spontaneo e maligno  il mio dubbio: ma non è che il professore bocconiano, col suo fare triste, mesto e petulante, ha preso i nostri soldi e ha finanziato le banche?... evidentemente le logiche della speculazione sono molto più sofisticate, ed anche più subdole, di quello che ci volevano far credere i professori al governo! Non solo: è sempre più evidente che la speculazione non si combatte spremendo i cittadini come limoni, perché così facendo si ottiene l’effetto contrario. Sembra che questo l’abbiano finalmente capito:  il silenzio di Monti potremmo leggerlo perfino come il segno di un suo ravvedimento? forse.
Questa crisi economica ha messo in luce una crisi politica senza precedenti dal dopoguerra ad oggi. Gli autori di questo disastro meriterebbero un processo pubblico, ma sono ancora lì, a raccontare però una storia molto diversa da quella raccontataci per più di un anno e mezzo… sarà difficile trovare in questo nuovo governo un deputato disposto ad invocare nuovo rigore per il paese, almeno a parola. Anche tra quelli che, nel precedente parlamento, le misure di austerità di Monti le hanno votate tutte.
Prendiamo il lato positivo di questa storia tutta e solo italiana, allora. E auguriamoci che il nuovo governo riparta col piede giusto, senza inciampare in uno spread che, alla luce dei fatti, è stata tutta una favola per rendere i ricchi più ricchi e i poveri più poveri…ma questa è un’altra storia 

 

domenica 28 aprile 2013

Finalmente Letta l'ha letta...


... la lista dei ministri! e così il popolo italiano ha un governo! nasce dopo 60 terribili giorni dalle elezioni, ha un aspetto giovanile, è multicolore con qualche sfumatura rosa, un bel po’ inciuciato e imparentato, ma comunque va bene così…o meglio, va bene la facciata, vedremo se sarà capace di gestire le diversità all’interno di esso, di rispettare il programma che si è dato in accordo con tutti i rappresentanti dei partiti (o quasi), se sarà in grado di attuttire i morsi di questa crisi che è e diventerà sempre più stringente… ma speriamo, sopra tutto, che riuscirà a fare la riforma elettorale perché, quella attuale,  è la madre di tutti i nostri guai…
Auguri e tanti in bocca al lupo al nuovo governo e a noi Italiani!

venerdì 26 aprile 2013

Riuscirà il nostro eroe?


Riuscirà il nostro eroe a formare il governo, ma soprattutto a tenerlo unito? Nei suoi intenti c’è quello di formare un “governo di servizio”… e certo! che novità! a cosa serve un governo se non è al servizio dei cittadini?... ma il pisano Enrico ha voluto rimarcare proprio questo, cioè l’identità di un governo, la sua funzione che, purtroppo , in questi 60 giorni post elettorali ognuno ha chiamato come ha voluto, se l’è calzato a sua misura. Quante ne abbiamo sentite! E quante ne sentiremo ancora…
Le ipotesi in campo erano diverse…
C’è chi ha parlato di governo di scopo il cui scopo doveva essere rivelato solo a fine legislatura, per evitare polemiche in itinere che avrebbero intralciato la legislatura: in pratica solo re Giorgio II, nella sua qualità di garante, avrebbe conosciuto la natura dello scopo del governo di scopo, consegnandolo in busta chiusa ad un notaio, che lo avrebbe reso pubblico solamente alla fine della legislatura…
Qualcun altro ha ipotizzato un governo senza scopo, un governo, cioè, che avrebbe dato  nell’occhio il meno possibile, formato da personalità minori, con un programma con punti del tutto indeterminati e vaghi, della serie “operare per il bene del Paese”, “lavorare insieme per rafforzare le Istituzioni” e “quando c’è la salute c’è tutto”. L’obiettivo del governo senza scopo  sarebbe stato quello di ingannare il tempo ancora per qualche mese, qualche anno, in attesa che con una botta di cu… le cose si aggiustassero da sole…
C’è stato pure chi ha proposto un governo a strati che consiste nel sovrapporre i partiti a strati. Ogni deputato avebbe tenuto  sulle ginocchia, o in spalla, un deputato di idee diverse, ottenendo così, finalmente, quella compattezza politica sempre auspicata da Giorgio II… i provvedimenti varati da tale governo avrebber permesso ad ogni cittadino, a seconda delle proprie inclinazioni politiche, di individuare le leggi più confacenti ai propri bisogni…
Altra ipotesi: governo del Presidente, presieduto dallo stesso Giorgio II, che si sarebbe dato  l’incarico e avrebbe sciolto  la riserva…
C’è anche chi ha ipotizzato il governo del vicepresidente del Consiglio: senza nominare il Presidente del Consiglio, si nomina direttamente il vice Presidente, così si sarebbe garantito quel basso profilo alle istituzioni che avrebbero consentito di abbassare la tensione fino a raggiungere uno stato di pieno sopore e obnubilamento totale…

No, non è fantapolitica, secondo me il governo che nascerà, se il nostro eroe ci riuscirà, sarà una sintesi di tutti questi governi ipotizzati, cioè uno sgradevole e indigesto minestrone!!!

 

 

venerdì 12 aprile 2013

Ma io questo l'ho già visto...


Quante cose sono successe in questo mese che non mi è stato possibile postare?, tante, tantissime. Cominciamo dal personale: sono stata una settimana a Pisa, avevo proprio bisogno di cambiare aria dopo un anno brutto brutto!
Voglio, però,  parlare della non politica italiana: in questo paese non si capisce più nulla. Parlare di politica è praticamente impossibile, anche per i politici stessi, anzi no! loro non sanno proprio più cosa dire! Poerelli…
Ecco l’idea che mi son fatta.
Bersani è la vecchia politica, ha vinto le elezioni, ma non ha vinto…
Berlusconi è vecchio, ma tanto vecchio che vuole per forza fare un governassimo per scampare processi e Ruby varie…
E Grillo? ah, Grillo… lui sì che  è il nuovo in mezzo a tanto vecchiume, è il nuovo profeta, moderno, tecnologico, incaz… al punto giusto, volgare, prepotente, supponente, aggressivo, logorroico… a me sembra di risentire Bossi agli inizi leghisti, solo che quello ce l’aveva duro, questo manda tutti vaffa… , ma più o meno siamo lì.
Io però sta cosa già l’ho vista e sentita e se l’ho già vista e sentita non è poi tanto nuova.
Che poi a guardar bene che fa? Per lui il nuovo è solo lo streaming (che non è una novità per chi usa il pc…ma pensa davvero di portare novità?) negli accordi con gli altri: perché non manda in streaming le riunioni sue con i suoi adepti? Eh, no! perché fate gli streaming con chi dico io, ma non fateli quando ci sono io! il nuovo è dire sempre no, solo no, nient’altro che no… e perciò più che un cambiamento sta creando un immobilismo è uno stare fermi, arroccati sulle proprie posizioni… e io sta’ cosa qua l’ho già vista e se l’ho già vista significa che tanto nuova non è… il nuovo è dire lasciate fare a noi il cambiamento, ma se non lasciate fare a noi, noi non lasceremo fare a voi il vostro cambiamento e anche questa l’ho già sentita, quindi tanto nuova non è…
E poi, a guardar bene il nuovo è tornare a votare con una legge elettorale vecchia che porta solo ingovernabilità… lui in caso di nuove elezioni aspira al 100%, ma in democrazia il 100% non può esistere e allora se non è democrazia è totalitarismo, dittatura… e io questa cosa qui, per mia fortuna, non l’ho mai vista, ma ne ho sentito parlare, e allora tanto nuova non è!





li mio blog ha fatto flop

Quando si dice la tecnologia!... insomma, è un mese che ho il blog in standby perchè, di nuovo, ho problemi con le funzioni che mi permettono di postare. mò, smanettando smanettando ho ritrovato le pagine interne su un altro browser, cmq spero di poter ricominciare a scrivere da domani, perchè ora sono già stanca per tutta questa ricerca seccante e stressante che ho dovuto fare...speriamo regga (poco ci credo)

venerdì 15 marzo 2013

Sarà vero?


Il nuovo Papa ha scelto un nome che da solo dice tutto. Ebbi già modo di postare su San Francesco e ripubblico con vero piacere quel post, nella speranza che questo Papa possa rinsavirci un pò tutti con il suo esempio francescano, anche perchè è notorio che San Francesco è il Santo meno amato da una gran  parte della Chiesa, ed è facile leggere la delusione sui volti dei gran soloni per questa nomina  inattesa. Staremo a vedere...

martedì 4 ottobre 2011

Oggi è San Francesco, il mio santo preferito, primo perché è il nome che portava il mio papà, secondo perché ritengo che tra i vari martiri, beati, santi che popolano il nostro calendario (e ogni anno ne beatificano a profusione), sia l’unico ancora capace di trasmettere quel messaggio di povertà, umiltà, modestia, che in questi tempi di crisi economica e di valori - dove la fanno da padroni la disoccupazione, lo spread, le borse in picchiata, arrivare a fine mese, la mafia, la criminalità, la violenza per le strade, le mancate riforme strutturali, la Marcegaglia incazzata, la crisi dei valori, il degrado morale, il bunga bunga, l'evasione fiscale, la mancata emissione degli scontrini, l'ignoranza dei nostri rappresentanti, Standard & Poor's che taglia il rating (e se hai capito, mò traducilo!), la secessione, il tunnel gelmini-neutrini mai costruito e le autostrade non ancora terminate, la mancata credibilità di questo governo, la Fiat che ogni due per tre cerca di chiudere uno stabilimento, l'aumento dell'iva, il prezzo alle stelle della benzina, una tremenda inondazione, le intercettazioni... - tutti dovremmo cominciare a frequentare e praticare. A cominciare da me,naturalmente.
L’altro giorno in TV ho assistito ad un dibattito sulla povertà nel mondo: erano presenti in studio quelle donnette mogli di calciatori ormai in bassa fortuna, qualche attricetta-showgirl da rottamare, la solita ex presidente della camera prodigio e un noto rappresentante politico della Padania (che non esiste, né geograficamente, né storicamente, né culturalmente). Bene, proprio quest’ultimo ha sentenziato così:” la diffusione della povertà nel mondo è opera di San Francesco, il quale avrebbe fatto bene a non girare il mondo per predicarla, bensì avrebbe dovuto comportarsi come il ricchissimo padre, mercante di stoffe, che aiutava i poveri con le elemosine… lui, Francesco, predicando la povertà, ha contribuito a far nascere i poveri ed anche l’attuale crisi parte da lì, da quelle predicazioni, che tanti adepti hanno coinvolto … fulminati sulla via della povertà…
Che dire? Mi si è accapponata la pelle, l’ho intesa come una bestemmia, una blasfemia, non lo so, mi sono sentita male, ma è possibile, forse, che non ho capito niente di come funzionano le cose nel mondo? Ma perché questo signore padano se la riprende con san Francesco, addirittura addebitandogli il problema della povertà di tutto l’universo mondo, fino a intravvedere in lui l’apripista della situazione attuale internazionale?
Io mi sto convincendo che il mondo sta impazzendo, in particolare questi signori che ci governano i quali, per non ammettere la loro ignoranza e inettitudine, si scagliano pure contro i santi!
Ora, io personalmente, sono una contraria a quella sorta di solidarietà collettiva per i paesi poveri cui spesso ci invitano i mass media, la chiesa, questo o quel pippobaudo di turno, perché penso che così facendo queste popolazioni non usciranno mai dal tunnel, questa volta non di neutrini, ma da quello della dipendenza dai paesi ricchi: bisogna renderli autonomi, istruirli, mandiamo tecnici per rendere fertili i loro terreni (siamo bravissimi, però, a sparare cannonate di neve artificiale per far sciare i ricchi), quei denari impieghiamoli per farli diventare autosufficienti, non facciamo elemosine, sono persone, diamogli la dignità di esseri umani, stoppiamo il neocolonialismo, smettiamola di sfruttare le loro risorse, evitiamo guerre preventive per il petrolio, non lucriamo nel farli vivere in modo indegno … affinchè diventino sempre più poveri e noi sempre più ricchi … ecco, in questo, sono sempre io a pensarlo, la responsabilità è di chi governa il mondo, quei Soloni che ogni tanto si riuniscono in quei tavoli di lavoro, g7-g8-g15, che non servono a niente, se non a confermare che noi siamo i più ricchi e chi non sta a quei tavoli è escluso dal mondo. E la chiesa in questo gioca un ruolo importante e non sempre trasparente…
Altro che san Francesco, caro ministro padano dei miei stivali!
Ma già, dimenticavo … il vostro dio è il Po e il vostro santo protettore è sant’Umberto! Auguri!!!

A te, caro san Francesco, chiedo di perdonare costoro che non sanno cosa dicono ma, soprattutto, quel che fanno… pensaci tu: hai ammansito un lupo, cerca ammansire anche costoro che vogliono sbranare l’Italia, per saziare le loro lorde fauci di potere, soldi, guerre e via bunga bugando.

Auguri, caro San Francesco.

 

 

sabato 9 marzo 2013

www.nonneinrete.it


Secondo le ultime notizie diramate dagli organi di stampa più accreditati, Nonna Concetta da Canicattì, sta mettendo in crisi il M5s: si sta ramificando in Italia una Rete di resistenza clandestina controrivoluzionaria, il cui scopo è quello di contrastare la salita al potere di Grillo e grillini.
Da indagini e approfondimenti da me effettuati pare che le cose siano andate così:
- nonna Concetta, 74 anni, da Canicattì, avrebbe chiesto al nipote Giuseppe di entrare nel M5s, perché Beppe Grillo proprio le piace assai, è comico, simpatico, la fa ridere. Si è però sentita rispondere “non hai il computer, non puoi, piuttosto pensa a prepararmi un bel piatto di cavatelli… chè io devo cliccare per il futuro del mio paese”. Povera nonna Concetta! si è sentita esclusa, emarginata e ha cominciato a provare sentimenti di profondo rancore per il nipote e per Grillo. Pensa di vendicarsi e, con il sistema della catena di sant’antonio, scrive a mano 7 lettere, indirizzate a 7 sue amiche coetanee “Grillo se non c’hai il computer non ti considera! manda questa lettera ad altre tue 7 amiche, altrimenti c’arritocca il nano”. Nonna Concetta sa bene che le donne anziane senza computer e che odiano il nano sono il 60% della popolazione e, nel giro di una settimana, manco a dirlo, si costituisce il Fronte di Resistenza Antigrillismo, pronto all’azione… ma nonna Concetta è curiosa, non demorde: origliando alla stanza del nipote, o con la scusa di portargli i cavatelli, sente che “oggi per fare politica la cosa fondamentale è la RETE”… nonna Concetta conosce solo una rete: quella che sa fare con l’uncinetto e subito ripartono catene di sant’antonio, un passaparola che invade paesi, città contrade, rioni, quartieri, vie, pianerottoli, case…e milioni di nonne si mettono a sferruzzare per costruire, a mani nude, la più gigantesca RETE mai vista nell’universo mondo sotto l’immensità del cielo: un’opera monumentale, di gran lunga superiore alla Muraglia Cinese.
Intanto il nipote Giuseppe, sempre chiuso nella sua camera a cliccare, infiacchito e in sovrappeso per overdose di cavatelli, non si accorge che lì, fuori la porta di casa, c’è una grande RETE che ormai copre tutto il territorio italiano…, il bandolo di partenza è in mano a nonna Concetta lì, a Canicattì, mentre  l’altro bandolo è tenuto ben stretto da nonna Carmela  a Trieste, solo che le nonnine di tutta Italia si chiedono a cosa possa servire questo enorme centrino da tavola, questa RETE immensa che hanno realizzato e aspettano fiduciose che qualche grillino risponda alla loro domanda: a cosa serve la RETE?

In attesa di una soddisfacente risposta, l’Italia tutta resta appesa ad un filo…

(grazie a Michele Serra (L'Espreeso) e a Maurizio Crozza (Ballarò) che mi danno sempre ottimi spunti per i miei post)

venerdì 8 marzo 2013

Autostima Femminile vista da Mafalda



Mano a mano che invecchiamo noi donne aumentiamo di peso.
Ciò avviene nella nostra mente accumuliamo molte informazioni
Però, ovviamente, arriva il momento che tante  informazioni non entrano più nella nostra testolina. Così questi dati accumulati cominciano a distribuirsi in tutto il corpo.
E ora capisco tutto...
 
 Non ho chili in eccedenza!!!
Non sono grassa!!!
Sono colta... MOLTO colta!!!

Per tutte le donne stupende che leggeranno questo post:
  oggi è la
Festa della Donna     
così, per favore, non dimentichiamo questo
TEOREMA:
 
La vita NON dovrebbe essere un viaggio verso la tomba con l’intenzione di arrivarci in buona salute e con un corpo attraente e ben curato, piuttosto deliziarsi in vita, con cioccolato in una mano, vino nell’altra. Arrivarci con il corpo stanco
morto,completamente consunto e gridando…..
CHE BELLA PASSEGGIATA!!!!!
 
 
     SI', SIGNORI UOMINI!!!
SIAMO PERFETTE...
 
                                                                                     Perchè:
              Non restiamo calve
         Abbiamo un giorno internazionale
         e un altro nazionale tutto per noi.
         Possiamo usare sia il color rosa
                che l’azzurro.
 
 
Sappiamo con certezza che nostro figlio è nostro.
Abbiamo la priorità nei naufragi.
Non paghiamo il conto.
Siamo i primi ostaggi ad essere liberati.
Se veniamo tradite, siamo vittime.

Se tradiamo, loro sono cornuti.

Possiamo prestare attenzione
a più cose alla volta.
Se decidiamo di fare lavori maschili,
siamo pionere
 
Se un uomo decide di
fare lavori femminili é un finocchio.




E PER ULTIMO:

Facciamo tuuuuuutto quello che fa l’uomo,

E CON CON I TACCHI ALTI…!!!



Auguro a tutte le donne un
GIORNO STUPENDO



 

 





 
 




 

giovedì 7 marzo 2013

Brucia la Città...


Ci siete mai stati alla Città della Scienza? Io sì, quasi ogni anno, quand’ero in servizio, con i miei alunni. Era un gioiello, un aiuto per noi insegnanti per approfondire, tramite semplici esperimenti, le conoscenze dei ragazzi sul meraviglioso mondo della scienza e della tecnica. Ma, come tutte le cose buone e belle di questo maledetto Sud, è stata distrutta da sei punti di innesco, quattro di benzina, due di sostanze chimiche. Incendio doloso, dicono gli esperti.
Era un posto magico che ci dava la possibilità di capire piccole e grandi cose che altrimenti non avremmo mai capito: c’era vita, gioia, fermento, stupore negli occhi di piccoli e grandi, era un uscire dai testi scolastici per esserci dentro, per fare… io lo so perché l’ho fatto, mi sentivo piccola e mi sentivo grande: imparo questo, ma quante cose ancora non so e dovrei imparare?
E qualcuno sicuramente c’era nella Città della Scienza che insegnava che il fuoco può svilupparsi per caso, ma non sempre è così, non a Città della Scienza. Ardo di rabbia! quello era un posto altro, vivo, palpitante di voci, sguardi, curiosità, fuoco… ma un fuoco diverso, alimentato dal vento buono... adesso tutto è andato in fumo, restano solo macerie che non appartengono solo a Napoli e ai napoletani. Quelle macerie appartengono a tutti noi e quelle macerie siamo noi…perché, se davvero fosse doloso,dovremmo ardere, mentre chi l’ha provocato dovrebbe bruciare all’ inferno…