venerdì 29 giugno 2012
martedì 26 giugno 2012
e ci sei, adesso Tu...
Caro Tommy,so bene che i grandi non credono che i bambini piccoli, e specialmente quelli appena nati come te, possano sentire per magia molte cose, perfino quello che uno scrive loro. Non se lo immaginano nemmeno!... ma noi, io e Te, caro cucciolo, sappiamo che non è così, avremo pazienza insieme, la gente è fatta così.
Anzitutto benvenuto in questo mondo!... sei nato col Sole (che ora chiamano Scipione), ora sei qui: stavi bene lì dentro, perché eri protetto, ed ora inizia la vera avventura …
Piccolo Tommy, disturbato da troppi suoni, stordito da ciò che ancora non conosci … le mani affusolate, delicate, gli occhi vivaci, attenti … tanti ciuffetti neri sulla testolina e un corpicino che non sta mai fermo … è in te che la Vita si mostra, in te che manifesta la sua forza!... ma, cucciolo d’uomo, come posso io spiegarti la bellezza della Vita se tu ne sei il miglior esempio? come posso raccontarti il suo fascino, nonostante il dolore, l’odio, la cattiveria, e farti capire che essi fanno parte della Vita, senza intaccarla?
Grazie per tutto quello che hai fatto per nascere, aiutando la Mamma ( lo sai che le mamme pensano che i figli li mettono al mondo solo loro ?!? … con tutta la fatica che hai fatto anche tu!).
Vorrei dirti anzitutto che sei capitato bene: la tua Mamma è bella, brava, buona e simpatica e fa un mucchio di cose divertenti che non ti posso spiegare ancora perché sei troppo piccolo. E il tuo Papà? … un grande!
Vorrei dirti anzitutto che sei capitato bene: la tua Mamma è bella, brava, buona e simpatica e fa un mucchio di cose divertenti che non ti posso spiegare ancora perché sei troppo piccolo. E il tuo Papà? … un grande!
Di gente che ti vuole bene ne hai tantissima attorno, ma non te li presento tutti altrimenti ti confondi. .. ci sono grandi noiosi e grandi divertenti … questo sì che importante! e poi ce ne sono di buoni e di cattivi, che verrebbe voglia di mangiarseli vivi! Siccome si somigliano tutti, vedrai che confusione! Fratelli e sorelle non ne hai per ora, ma questo può essere anche un vantaggio perché delle volte a un fratellino appena nato danno i pizzicotti sulle guanciotte, nella culla !
Quando sarai grande, voglio dire non proprio grande, grande piccolo (uffa, che confusione!), giocheremo spesso insieme e vedrai che divertimento! Spero che ti divertirai anche tu e non solo io.
In culla dovrai avere un po’ di pazienza, non dico mica per qualche mal di pancia e per il sederino che brucia qualche volta! a questo c’è sempre rimedio con qualche pomata magica. Come ? Cosa dici ? Che cosa è una pomata ? Sarebbe quella cosa che ti mettono sul sederino quando brucia. Sono piccoli guai, caro Tommy … vedrai poi da grande, piccolo mio, quando ti capiterà di fartela addosso, anche solo una volta, quando non te ne accorgi: altro che pomata magica ! Quindi per adesso levati tutte queste soddisfazioni ! e fatti delle belle mangiate e delle belle dormite.
Dicevo che dovrai avere molta pazienza. Lo sai perché ? Perché la gente (forse perfino la Mamma) non capisce quante cose tu capisci!
Intanto non ti arrabbiare se ti hanno già messo appeso alla culla una di quelle cose che girano, per tenerti compagnia. Certo sarebbe meglio che ti tenessero compagnia loro. In ogni modo per adesso, pazienta un po’... poi gli spiego io alla Mamma e al Papà che ogni tanto quelle cose che girano bisogna cambiarle, se no servono solo per addormentarsi ! La cosa più importante è che stiano attenti a quello che vuoi. Per fortuna che, siccome pensano sempre di capirti, spesso indovinano sul serio. Tu strilla come ti viene. Vedrai che ti viene lo strillo giusto per essere capito. Certo non puoi pretendere di essere capito sempre, cocco bello!
Ti parleremo tutti come Mamma e Papà, è piacevole per i bambini come te, anche per noi : un verso io un verso tu. E avanti ! … alla fine parleremo sul serio, mica solo per magia, a distanza, come adesso.
Tutto questo è bello. Ma loro, i grandi, non si immaginano nemmeno tutto quello che pensi e capisci. Non sanno che sai conoscere un’infinità di cose, che vedi tantissime cose, mica solo un po’ di luce e di buio . E che fiuto ! … ti sei accorto che sai riconoscere l’odore di Mamma da tutti gli altri ? Queste cose i grandi non le sanno. Non ti offendere, sono ignoranti, non è colpa loro.
Ti vogliamo tutti un gran bene, (come faccio a spiegarti ora cosa significa” voler bene”?). Davanti ai bambini come te ci sciogliamo di tenerezza. E poi siete tutti buffi, voi bambini piccoli! Viene voglia di scherzare. Cosa vuol dire scherzare ? Bhè … lo vedrai. Ti farò vedere come si gioca a bubusetteté e a tanti altri giochi … si inventano lì per lì, fanno ridere, sai ! … qualche volta, se non ridi, passa la voglia e basta così!
Basta davvero: mi accorgo che sono passate poche ore, ma già ci capiamo per magia. Forse ci parlavamo anche prima che tu nascessi. Certo sarebbe bello che potessimo continuare a capirci per magia, anche quando avrai imparato a parlare !
Ah, dimenticavo di presentarmi: sono la tua nonna e da Te mi aspetto grandi cose.
Quando sarai grande, voglio dire non proprio grande, grande piccolo (uffa, che confusione!), giocheremo spesso insieme e vedrai che divertimento! Spero che ti divertirai anche tu e non solo io.
In culla dovrai avere un po’ di pazienza, non dico mica per qualche mal di pancia e per il sederino che brucia qualche volta! a questo c’è sempre rimedio con qualche pomata magica. Come ? Cosa dici ? Che cosa è una pomata ? Sarebbe quella cosa che ti mettono sul sederino quando brucia. Sono piccoli guai, caro Tommy … vedrai poi da grande, piccolo mio, quando ti capiterà di fartela addosso, anche solo una volta, quando non te ne accorgi: altro che pomata magica ! Quindi per adesso levati tutte queste soddisfazioni ! e fatti delle belle mangiate e delle belle dormite.
Dicevo che dovrai avere molta pazienza. Lo sai perché ? Perché la gente (forse perfino la Mamma) non capisce quante cose tu capisci!
Intanto non ti arrabbiare se ti hanno già messo appeso alla culla una di quelle cose che girano, per tenerti compagnia. Certo sarebbe meglio che ti tenessero compagnia loro. In ogni modo per adesso, pazienta un po’... poi gli spiego io alla Mamma e al Papà che ogni tanto quelle cose che girano bisogna cambiarle, se no servono solo per addormentarsi ! La cosa più importante è che stiano attenti a quello che vuoi. Per fortuna che, siccome pensano sempre di capirti, spesso indovinano sul serio. Tu strilla come ti viene. Vedrai che ti viene lo strillo giusto per essere capito. Certo non puoi pretendere di essere capito sempre, cocco bello!
Ti parleremo tutti come Mamma e Papà, è piacevole per i bambini come te, anche per noi : un verso io un verso tu. E avanti ! … alla fine parleremo sul serio, mica solo per magia, a distanza, come adesso.
Tutto questo è bello. Ma loro, i grandi, non si immaginano nemmeno tutto quello che pensi e capisci. Non sanno che sai conoscere un’infinità di cose, che vedi tantissime cose, mica solo un po’ di luce e di buio . E che fiuto ! … ti sei accorto che sai riconoscere l’odore di Mamma da tutti gli altri ? Queste cose i grandi non le sanno. Non ti offendere, sono ignoranti, non è colpa loro.
Ti vogliamo tutti un gran bene, (come faccio a spiegarti ora cosa significa” voler bene”?). Davanti ai bambini come te ci sciogliamo di tenerezza. E poi siete tutti buffi, voi bambini piccoli! Viene voglia di scherzare. Cosa vuol dire scherzare ? Bhè … lo vedrai. Ti farò vedere come si gioca a bubusetteté e a tanti altri giochi … si inventano lì per lì, fanno ridere, sai ! … qualche volta, se non ridi, passa la voglia e basta così!
Basta davvero: mi accorgo che sono passate poche ore, ma già ci capiamo per magia. Forse ci parlavamo anche prima che tu nascessi. Certo sarebbe bello che potessimo continuare a capirci per magia, anche quando avrai imparato a parlare !
Ah, dimenticavo di presentarmi: sono la tua nonna e da Te mi aspetto grandi cose.
So di poterci contare!
Ciao e buona vita a Te, bello di nonna…
giovedì 7 giugno 2012
Adesso basta!
- al mondo inventato del villaggio globale
- alle diete per mantenersi in forma smagliante
- a chi parla sempre di un futuro trionfale e ad ogni impresa di questo secolo trionfante
- alle magie di moda delle religioni orientali che, secondo noi, nascondono soltanto vuoti di pensiero
- ai personaggi cicaleggianti dei talk-show che squittiscono ad ogni ora un nuovo "vero"
- alle futilità pettegole sui calciatori miliardari e a chi ancora ci crede, va allo stadio o espone bandiere vendute
- alle loro modelle senza umanità
- alle sempiterne belle in gara sui calendari
- ai bla bla bla sulle popolazioni che devono essere per forza forti e dignitose, anche in caso di calamità naturali
a chi dimentica o ignora l'umiltà...
Restiamo umani.
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martedì 22 maggio 2012
Il Molise siamo noi...
Tempo fa, in un articolo de “L’Espresso” (venerdì 16 marzo 2012), il prestigioso settimanale nazionale dedicava un approfondimento al sistema di potere del governatore della nostra Regione. «Il Molise sono io» titolava l’articolo, parafrasando, è evidente, il più famoso motto “lo Stato sono io”, come sentenziava il monarca francese Luigi XIV.
«Un ritratto - si leggeva sul settimanale - dell’ultimo satrapo democristiano, che da 11 anni amministra la Regione, smista favori e sistema parenti».
Seguirono a catena inchieste, servizi e, fino alla settimana scorsa il Molise, improvvisamente, ha avuto una ribalta nazionale ritmata: : La7, Ballarò, le Iene, Striscia, l’Espresso, Il Corriere della sera,Telecamere e articoli a go go … insomma, nemmeno ai tempi del terremoto il Molise è stato così oggetto di attenzione da parte dei media italiani. E i molisani sono apparsi come un popolo di pecoroni, sottomessi al potere di un uomo che in undici anni ha affossato la regione: non c’è un settore della vita pubblica che non sia stato inquinato da parentopoli, tangentopoli, sanitopoli: siamo i cittadini italiani che pagano di più (circa 180 euro mensili a famiglia) per i disastri causati da una gestione allegra e dissipata nel settore della sanità.
Però, però … qualcosa sta cambiando, di poco, ma il segnale dato ieri dagli elettori è rivelatore di un cambiamento che i molisani vogliono, stanchi di inciuci e manfrine: nella città del governatore, i suoi stessi concittadini gli hanno voltato le spalle, preferendo un altro candidato come sindaco al posto della sorella candidata (che sfacciati!) … e ancora: il TAR ha annullato le elezioni regionali dell’ottobre 2011, ritenendo giusto il ritorno alle urne dei molisani … niente paura, però, … il commento del governatore è stato questo:
“ mi ricandido e stravincerò…”
Ok, caro governatore, sicuramente accadrà, però nulla mi vieta di sperare e credere ancora che
IL MOLISE SIAMO NOI!
domenica 20 maggio 2012
...casca il mondo, casca la scuola...tutte su per aria!!!...
Addio, Melissa! sei entrata a far parte di quella crudele statistica dove si parla di "femminicidio"...hanno sperimentato con te il nuovo modo di sopprimere le donne, le ragazze, le studentesse... speriamo non diventerai anche tu un vergognoso caso italiano irrisolto, proprio come Chiara, Yara, Sara, Melania...
Riposa in pace.
domenica 13 maggio 2012
Son tutte brave le mamme del mondo...
Auguri a quelle mamme che ancora non sono riuscite a diventarlo, che non pensano ad altro giorno e notte, a quelle che si sottopongono agli interventi più intrusivi e rischiosi, ai viaggi più lontani e costosi; auguri a quelle donne che non si sentono tali fino a che non stringono tra le braccia il loro batuffolo; auguri alle donne che sognano una pancia piena di figlio e non hanno paura di nulla, purché accada.
Auguri alle donne che hanno pensato allo studio, alla carriera, alla realizzazione economica e adesso, da vecchie, si guardano in faccia e farebbero qualsiasi cosa per tornare indietro e poter festeggiare questa festa di maggio.
Auguri alle donne che conoscono l'ebbrezza e la gioia di sapersi incinte e mostrano orgogliose il loro pancione.
Auguri a quelle donne che, nonostante la crisi, hanno deciso di far nascere il loro cucciolo.
Auguri a quelle donne che sono diventate madri ed ora si sentono sommerse fino al collo dalle responsabilità, dalle paure, dalle preoccupazioni, e provano talmente tanto senso di colpa per questo, che non se lo sanno raccontare davvero, ma sognano fughe e vite parallele.
Auguri a quelle mamme che hanno subito la separazione e il divorzio e crescono da sole i figli.
Auguri a quelle mamme che si son viste togliere i figli dai cosiddetti servizi sociali.
Auguri a quelle mamme che hanno subito la separazione e il divorzio e crescono da sole i figli.
Auguri a quelle mamme che si son viste togliere i figli dai cosiddetti servizi sociali.
Auguri alle mamme depresse che guardano i loro figli e sentono di non riuscire neanche a prenderli in braccio, a quelle mamme che il mondo giudica ed abbandona, a quelle mamme sole ed atterrite dal loro stesso bisogno di silenzio e sonno.
Auguri alle mamme che fingono sia tutto una gran figata, una infinita pubblicità del Mulino Bianco, un passarsi sorrisi e merende gonfie di gioia ed orgoglio.
Auguri alle mamme che hanno desiderato un figlio per anni e dopo aver vissuto mille avventure e peripezie per averlo, adesso non sono più sicure che quel desiderio fosse giusto per loro.
Auguri alle mamme giovanissime, appena ventenni, che cercano di allattare al seno e contemporaneamente si preoccupano che si sciupi.
Auguri alle mamme che sono sicure di non fare mai abbastanza, a quelle che non se lo sono mai chiesto e si sono ritrovate figli grandi senza sapere neanche come sia accaduto.
Auguri alle mamme che assitono figli malati, che non dormono più un vero sonno da anni, che corrono ovunque per cercare una cura, che donano i loro organi per dare ancora una volta la vita ai propri figli.
Auguri a quelle mamme che non sanno cosa sia un percentuale di crescita, un'alimentazione sana, e dei denti da curare, ma riescono a ridere con i propri bambini, a crepapelle.
Auguri alle mamme che si dimenticano di sé stesse dal momento esatto in cui i loro figli si aggrappano alle loro mammelle, e poi se lo ricordano d'improvviso anni dopo, inorridendo al solo scoprire cosa sono diventate.
Auguri a chi vuole un figlio e distrugge il proprio matrimonio per questo, a chi ha paura di averlo, a chi si preoccupa delle smagliature, a chi non respira al solo pensiero di ciò che potrebbe capitare ai propri figli da un momento all'altro, a chi riesce a lasciarli andare liberi per il mondo, ed a chi li inchioda ai propri piedi, a chi li stimola ogni giorno, a chi li vizia, a chi li trascura, auguri a chi li sostiene nonostante tutto, a chi non vede l'ora di passargli una passione, di raccontargli una storia, di portarli con sé in un viaggio.
Auguri a quelle mamme che nonostante abbiano tanti bambini, si sentono ancora troppo figlie per ricordarsi di fare le madri.
Auguri a quelle mamme malate che non fanno pesare il loro dolore sui figli.
Auguri a tutte le mamme.
Auguri a tutte le mamme che sono stata in questi trentasette anni.
Auguri a mia Madre che é l'origine della mia maternità.
(nella foto: mia nonna che allatta mio zio. Il quadro è stato realizzato da mio nonno, Amedeo Trivisonno)
Rien ne va plus
La pallina si è fermata. Rien ne va plus. Come a una gigantesca roulette tutti i protagonisti della politica ridanciana, ladrona, bugiarda degli ultimi anni, hanno perso. Però, però… a sentir loro hanno vnto, sì, c’è stato qualche voto in meno, ma sai perchè? È perché i partiti che hanno fatto fiasco appoggiano il governo tecnico, oppure perché non hanno presentato candidati all’altezza… non hanno capito niente… cioè, hanno capito, ma glissano e continuano a trattare gli italiani come una massa di stupidi e ignoranti.
Non hanno capito che il popolo gli si è rivoltato contro perché di tutte le misure restrittive, fiscali, economiche prese dal governo dei piagnoni, loro non ci hanno rimesso niente, continuano ad avere gli stipendi più alti d’Europa, guazzano nei privilegi, rubano i soldi nostri che servirebbero a finanziare i partiti ( a proposito, nel 1993 andammo alle urne per referendum per abolire il finanziamento ai partiti…fu un vero plebiscito: gli italiani votarono per l’abolizione della norma…e dove sta? perché non è stata applicata? e quanto ci costò quel referendum?), continuano a scorazzare in città su rombanti auto blu, vanno in vacanza in resort caraibici a € 30,000 al giorno…uno schifo! al quale il popolo si sta ribellando e l’unica arma che ha sono le urne … quando ci vanno a votare! Perché questa volta l’astensionismo è stato notevole: il popolo è stanco di ciance, chiacchiere, soloni che sparlano, promesse, ma soprattutto è stanco di non avere nessuna voce in capitolo in questa crisi…
domenica 6 maggio 2012
...non di solo sport si muore...
Si può morire a vent’anni su un campo di calcio, di atletica, di basket? Sono questi gli interrogativi che campeggiano sui tutti i media dopo la morte di alcuni sportivi nel pieno della loro attività agonistica.
Io, però, mi chiedo: si può vivere pensando che non si può morire così? E quant’è che si è arrivati a credere che esistano differenze su come e dove morire, su chi deve morire prima e chi dopo, soprattutto quando continua a succedere in carcere, in guerra, in strada, per razzismo, per violenze?"… però un campione nel fiore degli anni…" e chi lo recide il fiore degli anni? Tifiamo solo per chi vediamo e mai per gli invisibili, quelli a cui non è dato il dono della salute, la gioia di vivere e di vincere … vincere cosa, poi? siamo ancora qui a parlare di squadra, di bandiera, di simboli: ma quanti fanno squadra, si allenano a ben altra vita, corrono e nessuno plaude e nessuno paga? Sembra retorica, ma non lo è: è che non se ne può più dell’"era uno di noi, il ragazzo della porta accanto", dell’invulnerabilità del campione, del mondo guasto di “partite” di frutta marcia, di doping, di calcio scommesse, di pugni ,calci e sputi sui campi, di giocatori che si piegano al volere di quattro scalmanati che gli intimano di “deporre” le magliette…
Ma per piacere!... diamo nuovo senso al pianto, deviamo le lacrime e usiamole anche per chi non ricordiamo mai, ma ci ricorda altri fini, altri modi di esistere e di vivere anche lo sport. Facciamo meno letteratura sul mito del pallone: raccontiamo la morte, che non ha serie A,B o C, e che l’ingiustizia porta altre maglie, sventola altre bandiere.
martedì 24 aprile 2012
domenica 22 aprile 2012
ma di chi state parlando?
Esodati, rassegnati, invisibili … non so a voi, ma a me sembra che questo governo tecnico vorrebbe cambiare le carte in tavola utilizzando eufemismi strani, che si ostinano a chiamare “linguaggio politicamente corretto”. Il significato di questo linguaggio, secondo il dizionario Zingarelli è “il mutare nome alle cose mantenendone però invariata la sostanza, l'adoperare eufemismi e termini socialmente accettabili per definire realtà che non lo sono, ma anche l’auto-convincersi che le cose siano mutate solo perché le chiamiamo in un modo diverso da prima”.Così il governo professorale, tecnico o piagnone che dir si voglia, una volta superato lo scoglio della riforma del mercato del lavoro, ha promesso che a breve risolverà anche il problema degli “esodati”.
Ma chi sono gli “esodati”?
Sono lavoratori che hanno maturato il diritto alla pensione rimanendo bloccati per anni nel traffico caotico del grande esodo in partenza per le vacanze? o sono lavoratori disoccupati che nel tempo libero tornano a leggere la Sacra Bibbia, segnatamente il libro dell’Esodo, laddove si parla della diàspora? o sono fans incalliti della comunità Exodus di don Mazzi?
No, gli esodati sono quei lavoratori incentivati a uscire dal posto di lavoro in cambio del diritto alla pensione, ma che si sono ritrovati con la legge cambiata, per cui, in pratica, oggi si trovano in una situazione molto critica: nessuno stipendio e nessuna pensione. Voi come chiamereste queste persone? In mille modi: doppiamente sfortunati, iellati, bugerati, scalognati, disgraziati, sfigati. Siccome però viviamo in tempi di linguaggio “politicamente corretto”, per loro è stato inventato questo neologismo da fiume in piena: “esodati”.
Ecco avanzare la schiera dei “lavoratori scoraggiati”…
Chi sono? Lavoratori “senza coraggio? No, non si possono definire così. Innanzitutto più che lavoratori sono disoccupati, persone quindi senza un lavoro, i quali però non stanno cercando attivamente un lavoro.
Sono disponibili a lavorare, ma non cercano, almeno per il momento, un lavoro perché credono che non ci siano posti disponibili e che pertanto la loro eventuale ricerca di un lavoro sarebbe inutile.
Al Quinto stato appartengono gli “invisibili” : lavoratori a progetto, interinali, denominati anche con il terribile termine di "somministrati"(come le supposte?). Molti sono già stati espulsi dal mercato del lavoro (la maggior parte) da questa crisi economica; molti lo saranno a breve. La gran parte non ha diritto a nessun tipo di "paracadute", nessun tipo di ammortizzatore sociale, oscillano tra l'inattività lavorativa e l'impiego saltuario, svolgendo per lo più mansioni a bassa qualifica professionale, anche se la maggior parte possiede lauree, masters e altri titoli; accettano in linea di massima, qualsiasi mansione, non pongono questioni di natura contrattuale, lavorano a buon mercato e sono disponibili alle richieste del datore di lavoro sacrificando all'occorrenza il proprio tempo libero. Si tratta alla fine di un tipo di flessibilità che nei fatti non è flessibile, bensì uno stato permanente di bisogno che li pone come soggetti produttivi fragili, intercambiabili e sostituibili: è sufficiente non avere il rinnovo contrattuale per ritrovarsi in una condizione di precarietà esistenziale.
Questa condizione sembra essere divenuta la normalità. Non può essere normale che questa società la accetti.
Nel linguaggio politicamente corretto è ormai desueta una piccola, semplice parola: persona, cioè quell’essere dotato di coscienza di sé e in possesso di una propria identità, di dignità … si cambiano con eufemismi strani e anche offensivi i diritti della persona, la dignità della persona …
Cari professori, ministri, piagnoni, tecnici, ma di cosa state parlando?
giovedì 19 aprile 2012
domenica 15 aprile 2012
giovedì 12 aprile 2012
Anche la cattiveria fa il lifting
Una volta un “cattivo” lo si riconosceva: sguardo sprezzante e altero pronto a dominare il mondo con i suoi progetti grandi e assurdi, rubava per riscatto sociale, ne andava orgoglioso e lo urlava all’universo mondo, senza travestirsi da buono. Ma era giusto così: per fare il cattivo ci voleva quella faccia lì … ma oggi?anche la cattiveria si è evoluta, ha fatto il lifting, una punturina di botox, la giusta dose di acido ialuronico et…voilà…ci ritroviamo con “mariuoli” e malfattori dalle facce bonarie, dagli occhi scialbi senza nessun ricordo di intelligenza, privi di qualsiasi dignità di “cattivi”!Tesorieri panzoni con il vizio della vacanza extra lusso, con carriere brillanti e fulminee, maneggioni dei soldi di tutti, come se fossero i propri.; figli ignoranti, ingrati che pensano che tutto gli sia dovuto perché nati figli del "capo"; badanti sguaiate e vaiasse che siedono su scranni di prestigio e che comprano titoli di studio per sé e per gli amici "intimi" pensando che basti un pezzo di carta per darsi il lustro che non si avrà mai; autisti considerati bancomat per ogni necessità ed ogni vizio; padri che non sanno chiedere scusa, ma solo scaricare colpe che non si ha il coraggio di far proprie; amici degli amici che prendono il potere e lo gestiscono negli stessi modi imparati dai predecessori facendo sembrare i discorsi più lucidi, più moderni per incitare le folle, le stupide folle, che finiscono per cascarci ancora.
Sono questi i nuovi cattivi, il “male che avanza” , quelli che predicano e ingiuriano gli altri, ma che alla fine si dimostrano schifosi ladroni!
sabato 7 aprile 2012
Messaggio di speranza
"Le quattro candele"
Le quattro candele, bruciando, si consumavano lentamente.
Il luogo era talmente silenzioso,
che si poteva ascoltare la loro conversazione.
La prima diceva:
"IO SONO LA PACE,
ma gli uomini non mi vogliono:
penso proprio che non mi resti altro da fare
che spegnermi!"
Così fu e, a poco a poco, la candela si lasciò spegnere completamente.
La seconda disse:
"IO SONO LA FEDE
purtroppo non servo a nulla.
Gli uomini non ne vogliono sapere di me,
non ha senso che io resti accesa".
Appena ebbe terminato di parlare, una leggera brezza soffiò su di lei e la spense.
Triste triste, la terza candela a sua volta disse:
"IO SONO L'AMORE
non ho la forza per continuare a rimanere accesa.
Gli uomini non mi considerano
E non comprendono la mia importanza.
Troppe volte preferiscono odiare!"
E senza attendere oltre, la candela si lasciò spegnere.
...Un bimbo in quel momento entrò nella stanza
e vide le tre candele spente.
"Ma cosa fate! Voi dovete rimanere accese,
io ho paura del buio!"
E così dicendo scoppiò in lacrime.
Allora la quarta candela, impietositasi disse:
"Non temere, non piangere:
finchè io sarò accesa, potremo sempre
riaccendere le altre tre candele:
IO SONO LA SPERANZA"
Con gli occhi lucidi e gonfi di lacrime,
il bimbo prese la candela della speranza e riaccese tutte le altre.
CHE NON SI SPENGA MAI LA SPERANZA
DENTRO IL NOSTRO CUORE...
...e che ciascuno di noi possa essere
lo strumento, come quel bimbo,
capace in ogni momento di riaccendere
con la sua Speranza,
la FEDE, la PACE e l'AMORE.
Il luogo era talmente silenzioso,
che si poteva ascoltare la loro conversazione.
La prima diceva:
"IO SONO LA PACE,
ma gli uomini non mi vogliono:
penso proprio che non mi resti altro da fare
che spegnermi!"
Così fu e, a poco a poco, la candela si lasciò spegnere completamente.
La seconda disse:
"IO SONO LA FEDE
purtroppo non servo a nulla.
Gli uomini non ne vogliono sapere di me,
non ha senso che io resti accesa".
Appena ebbe terminato di parlare, una leggera brezza soffiò su di lei e la spense.
Triste triste, la terza candela a sua volta disse:
"IO SONO L'AMORE
non ho la forza per continuare a rimanere accesa.
Gli uomini non mi considerano
E non comprendono la mia importanza.
Troppe volte preferiscono odiare!"
E senza attendere oltre, la candela si lasciò spegnere.
...Un bimbo in quel momento entrò nella stanza
e vide le tre candele spente.
"Ma cosa fate! Voi dovete rimanere accese,
io ho paura del buio!"
E così dicendo scoppiò in lacrime.
Allora la quarta candela, impietositasi disse:
"Non temere, non piangere:
finchè io sarò accesa, potremo sempre
riaccendere le altre tre candele:
IO SONO LA SPERANZA"
Con gli occhi lucidi e gonfi di lacrime,
il bimbo prese la candela della speranza e riaccese tutte le altre.
CHE NON SI SPENGA MAI LA SPERANZA
DENTRO IL NOSTRO CUORE...
...e che ciascuno di noi possa essere
lo strumento, come quel bimbo,
capace in ogni momento di riaccendere
con la sua Speranza,
la FEDE, la PACE e l'AMORE.
Buona Pasqua a tutti!
Restiamo umani!
giovedì 5 aprile 2012
Chi trova un amico trova un...tesoriere
E’ ormai da un po’ che in Italia gira un virus strano, quello dell’inconsapevolezza: i nostri politici, di fronte a fatti che li riguardano direttamente e che altro non sono se non ladrocini veri e propri a danno dei contribuenti onesti e lavoratori, sfacciatamente dichiarano “non ne ero a conoscenza”.Si cominciò con un appartamentino a Montecarlo, di cui non si “sapeva” come ne fosse venuto in possesso il cognato di un noto politico ; inconsapevole acquirente anche un ministro del governo dei nani, acquirente a basso costo di un appartamento con vista sul Colosseo; inconsapevole il segretario di un partito importante che non si è accorto degli ammanchi sul conto del partito, “rubati” dal suo tesoriere; inconsapevole il “boss” del più importante partito nordista – e li ha superati tutti – al quale gli hanno ristrutturato la casa a sua insaputa, minacciando addirittura “denuncerò chi ha utilizzato i soldi del partito per ristrutturare la mia casa”… gli operai e i ponteggi non lo avevano mai insospettito???…
L'umiliazione peggiore: aver saputo che quei soldi li hanno spesi anche per il diploma del figlio del boss!!!, quello a cui i professori, dopo averlo bocciato per la terza volta agli esami di Stato, dissero:”… si applica, ma non è intelligente, anzi forse nemmeno si applica, ma sicuramente non è intelligente”.
E’ proprio vero: chi trova un amico trova un tesoro e chi trova un tesoriere…paga i conti …
A proposito: c'è qualcuno che a mia insaputa domani mi paga le cartelle di Equitalia e il mutuo della casa ?
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