giovedì 16 luglio 2015
lunedì 29 giugno 2015
Lettera all'amica ritrovata...
è proprio vero, la vita non finisce mai di stupirmi! In un mondo in
cui tutto è virtuale, tu sei riuscita a scovarmi dopo 47 anni utilizzando dei
“gangi” umani: un fratello, un cugino, un marito ed è scattato il contatto… sì,
dopo tanti anni mi hai ritrovata! Non puoi
immaginare che gioia ho provato quando ho letto il tuo nome nella mailing list! avevo quasi timore di aprirla
per leggerla, non mi sembrava vero che dopo tanti anni potessimo di nuovo
riavvicinarci … ma forse è bene riavvolgere il nastro e raccontare la storia
della nostra amicizia, nata tanti anni fa quando, adolescenti spensierate e
incoscienti, trascorrevamo le estati a fare su e giù lungo il corso di Campobasso.
Chi è Graziella? Si chiederanno i miei lettori… e voglio ripercorrere la nostra
storia insieme a te.
Sei nata e hai vissuto sei anni a Campobasso, per trasferirti poi con
la tua famiglia a Sassari. Ogni estate, però tornavi per trascorrere le vacanze
a Cb. Bene, la fortuna ha voluto che frequentassimo la stessa comitiva, formata
quasi per intero da amici di mio zio Antonio (non vi spaventate, non era una
banda di pedofili, ma mio zio aveva solo quattro anni più di me) il quale
viveva a casa mia per completare gli studi, interrotti a Il Cairo per la guerra
dei 6 giorni (è troppo lungo spiegare perché stesse al Cairo…tranquilli,
AlQaeda ancora non nasceva). Chiaramente cominciai a frequentare i suoi amici,
anche perché la sua presenza rassicurava molto mio padre, per cui mi permetteva
di uscire con lui tranquillamente. Orbene, quando ti inserìsti tu, incuriosì
tutti la tua presenza: bella, con un nasino all’insù (come ricorda ancora mia
madre), simpatica, anche se un tantino imbronciata. Fu subito amicizia tra me,
te e Susy, un’altra ragazza meravigliosa di Cb, e, oltre a macinare km lungo il
corso, ci riunivamo in una “soffitta” di un nostro caro amico e lì si
chiacchierava, si ballava, si mangiava… tutto questo fino al 1968, ultima volta
in cui ti vidi, perché poi non tornasti più a Cb, preferendo,forse, trascorrere
le vacanze nella meravigliosa Sardegna.
Prima di andar via, però, ci scambiammo delle foto ed io la tua foto l’ho
conservata sempre con amore e ogni tanto, guardandola dicevo “chissà Graziella
che fa, come sta”. Il giorno dell’anno in cui ti ho ho sempre pensata era il 2
luglio perché si festeggia la Madonna delle Grazie, ed il mio pensiero andava a
te con il forte desiderio di poterti fare gli auguri.
Poi la vita ha avuto il suo corso, il tempo ha disgregato la comitiva,
ognuno ha preso la sua strada, Susy si trasferì a Roma, lo stesso zio Antonio
ha lasciato addirittura questa terra … insomma, ci siamo persi. Ed ora…ecco,
dopo tanti anni sei tornata nella mia vita ed io sono felice perché sei stata
bravissima a “riagganciarmi” e sentirci è stato come se questi 47 anni non
fossero passati: i ricordi sono vivi e a poco a poco, come in una telenovela,
ci stiamo raccontando tutto ciò che di bello e di brutto la vita ci ha regalato
in questi lunghi anni.
Ora che ti ho ritrovato non ho intenzione di perderti ancora ma, anzi,
come ci siamo ripromesse, dobbiamo incontrarci, io tu e Susy, per trascorrere
ancora qualche ora di spensieratezza, dimenticando per un po’ problemi e affanni
della vita.
Ciao Graziella, grazie per la tua amicizia. Tvb
martedì 23 giugno 2015
uno,due e...TRE!
Ciao
Tommy, bello di nonna!
oggi compi 3 anni, anche se li abbiamo
festeggiati domenica a Roma, in quel meraviglioso parco pieno di verde, giochi,
mamme, bimbi, la tua nonna vuole scriverti poche parole per rinnovarti gli
auguri e per dirti quelle cose che ha nel cuore e che davanti a tutti quegli
ospiti intervenuti alla tua festa non ha potuto dirti. In questi 3 anni hai
vissuto tante piccole esperienze, anche importanti, vivi nel tuo piccolo mondo fatto
di dolcezza, serenità, gioia infinita, e
ogni volta mi regali indescrivibili emozioni, che colorano e danno un senso
alla mia vita.
Cresci
così in fretta che vorrei poter fermare il tempo quando stiamo insieme, per
assaporare ogni attimo di quei momenti … è come vedere un film che mi piace …
vorrei rivedere le scene più belle … ritornare indietro all’infinito …
riavvolgere la pellicola all’infinito …
e invece il tempo scorre veloce, inesorabile e non si ferma neanche un attimo …
3 anni
di piccoli progressi, di piccoli passi, di tante paroline imparate con le quali
oggi esprimi i tuoi sentimenti, i tuoi desideri, sempre col sorriso e
l’allegria che fanno di te un bambino socievole, abituato a stare con gli altri
e che sta bene con gli altri. In questi 3 anni hai continuato a stregarmi, col
tuo sorriso, con i tuoi occhioni blu, con il tuo sguardo curioso e le tue
risate … ti voglio tutto il bene del mondo, bello di nonna! Anche se non ci
vediamo spesso, ogni giorno vedo le tue foto e quei video buffi e simpatici.
Buon
compleanno, mio piccolo Tommy! Per quanti regali io ti potrò fare, il regalo
più bello lo hai fatto tu a me: sei entrato nella mia vita, arricchendola e
rendendola più gioiosa.
Tvb!:):):)
sabato 30 maggio 2015
Le parole chiave
La campagna elettorale
è chiusa … meno male!!! non se ne poteva
più di parole grosse, parolacce, minacce, ingiurie, tutto in nome della “libertà”, “giustizia”, “eguaglianza”… parole chiave per
una politica che non potrebbe fare a meno di esse per quel che tali parole
significano. Mi ha colpito la violenza, la prepotenza e la tracotanza con cui
alcuni leader politici hanno approcciato i loro elettori ed ognuno di essi ha
cavalcato un carro, sperando di entrare vincitori per … occupare poltrone.
C’è stato chi,
indossando morbide e coloratissime felpe, si è accomodato sul carro dei
migranti e dei rom, utilizzando parole violente, minacciando annegamenti,
spari, roghi e ruspate a gogò; qualcun altro ha preferito inveire contro la
sanità, urlando addosso alle donne di non sottoporsi ad esami diagnostici, come
la mammografia, perché, secondo la sua mente ormai in delirio (nome, tra l’altro,
del suo cane) sono esami che servono solo per ingrossare le casse di associazioni di ricercatori, offendendo così la professionalità e la competenza di un Professore a
cui lui non sarebbe degno nemmeno di pulire le scarpe! anzi , addirittura!, ha
trovato lui la giusta terapia per gli uomini malati di cancro alla prostata:
scopare, scopare, scopare!!! Ma davvero per questo pagliaccio ci starebbe bene
una TAC testa/collo e un bel VAFFA!!!!
C’è chi poi ha fatto
leva sui pensionati, dandogli un “contentino”, giusto per … riparare al danno
che ha fatto quel governo precedente pieno di soloni e bocconiani. Ma tant’è …
e non fa niente se c’è chi, come me, in questo ladrocinio legale ci rimette
quasi €3ooo … e chi, invece, addirittura si aumenta il vitalizio, che passa di
padre in figlio (leggi Regione Molise).
E poi c’è Lui, l’immortale,
l’inossidabile, nonostante la veneranda età (che cerca di mascherare con
ripetuti lifting che gli hanno fatto sparire gli occhi) che continua a bla…bla…bla,
dimenticando che appena nel 2008 ripeteva a gran voce che la crisi non c’era,
che l’Italia era salva e bla…bla…bla…e poi l’Italia si è ritrovata un baratro
di debiti che stiamo pagando noi, non certo lui e la sua banda bassotti. Ma il
suo grande spirito di sacrificio gli suggerisce che l’Italia ha ancora bisogno
di Lui… ma un lifting per cancellare il delirio di onnipotenza, quello no, eh?
Nella mia regione non
si vota, ma se si fosse votato, non lo avrei fatto, come faccio ormai da vent’anni,
perché do’ un valore diverso a quelle parole chiave: “libertà” “giustizia” “eguaglianza”
che se usate come slogan e come retorica finiscono di non sapere di nulla. Le considero
le parole più umane, necessarie alla nostra vita. Le parole respiro. Le parole
pane. E in Italia queste parole sciorinate, agitate,urlate in questa brutta
campagna elettorale chiedono di nuovo a tutti di essere riconosciute e chiedono
di essere imparate di nuovo.
Restiamo umani
domenica 24 maggio 2015
Un pieno di legalità
In questi giorni stiamo
commemorando Giovanni Falcone, grande uomo e grande magistrato antimafia,
ammazzato in un attentato il 23 maggio 1992. E proprio in ricordo di quel
terribile evento, il 23 giugno di ogni anno viene ricordata come “la Giornata della Legalità”. Si rimpallano
sulle tv tutti i video, le foto, i servizi di quel giorno terribile e al centro
di tutti gli interventi c’è la mafia siciliana, causa di corruzioni, morti,
stragi e di cui Giovanni Falcone è diventato il simbolo.
Voglio però fare un’osservazione,
che sicuramente molti non approveranno, e premetto che il mio spirito critico
non vuol essere irriverenza nei riguardi di Giovanni Falcone – che stimo come
uomo e come magistrato – è solo che non esiste più e solo quel tipo di mafia,
ce n’è tanta ancora e, purtroppo, anch’essa portatrice di corruzione, violenza,
morte, stragi… se parliamo di giornata della legalità, ricordiamo i morti della
camorra, della ‘ndrangheta, della terra di mezzo, del ladrocinio che i politici
perpetrano nei confronti dei cittadini (dei pensionati, in particolare), dell’omertà
di alcuni compagni di classe che hanno visto morire il loro compagno e non
hanno visto, sentito, parlato… di un prete che nasconde la verità sulla
scomparsa di una donna … della facilità con cui si accusano persone,
soprattutto se stranieri, per avere consensi elettorali …. delle condanne o
delle scagionature facili e inspiegabili…
Stessa situazione si verifica
il 27 gennaio, quando viene commemorata “la Giornata della Memoria” per ricordare
l’Olocausto, la pagina più atroce della nostra storia. Bene, parlano solo e
soltanto dello sterminio degli ebrei: l’olocausto provocò 30 milioni di morti,
di essi 6 milioni erano ebrei gli altri erano disabili, omosessuali, zingari … perché,
mi chiedo, non vengono mai ricordati? Nn vi sembra anche questa
discriminazione? È così che si vuol educare i giovani alla legalità?
Ma... cos’é la legalità?
«Legalità è il rispetto e la pratica delle leggi. È
un'esigenza fondamentale della vita sociale per promuovere il pieno sviluppo
della persona umana e la costruzione del bene comune». Sono
parole di un documento del 1991 della Chiesa italiana.
Ergo: Legalità non sono, quindi, solo i magistrati e le forze di polizia, a
cui dobbiamo riconoscenza e rispetto. Legalità dobbiamo essere tutti noi. Non può esserci legalità senza uguaglianza! Non
possiamo lottare contro le mafie senza politiche sociali, diffusione dei
diritti e dei posti di lavoro, senza opportunità per le persone più deboli, per
i migranti, per i poveri.
Legalità è
responsabilità, anzi corresponsabilità.
Non può esserci legalità senza uguaglianza!
E quindi,
quando celebriamo queste giornate commemorative, cerchiamo di non dimenticare
nessuno, perché tutte le vittime di corruzione, violenza, morte, stragi, sono
vittime di illegalità.
domenica 10 maggio 2015
Auguri, mamme
Auguri a quelle mamme che ancora non sono riuscite a diventarlo, che non pensano ad altro giorno e notte, a quelle che si sottopongono agli interventi più intrusivi e rischiosi, ai viaggi più lontani e costosi.
Auguri a quelle donne che non si sentono tali fino a che non stringono tra le braccia il loro batuffolo.
Auguri alle donne che sognano una pancia piena di figlio e non hanno paura di nulla, purché accada.
Auguri alle donne che hanno pensato allo studio, alla carriera, alla realizzazione economica e adesso, da vecchie, si guardano in faccia e farebbero qualsiasi cosa per tornare indietro e poter festeggiare questa festa di maggio.
Auguri alle donne che conoscono l'ebbrezza e la gioia di sapersi incinte e mostrano orgogliose il loro pancione.
Auguri a quelle donne che, nonostante la crisi, hanno deciso di far nascere il loro cucciolo.
Auguri a quelle donne che sono diventate madri ed ora si sentono sommerse fino al collo dalle responsabilità, dalle paure, dalle preoccupazioni, e provano talmente tanto senso di colpa per questo, che non se lo sanno raccontare davvero, ma sognano fughe e vite parallele.
Auguri a quelle mamme che hanno subito la separazione e il divorzio e crescono da sole i figli.
Auguri a quelle mamme che si son viste togliere i figli dai cosiddetti servizi sociali.
Auguri alle mamme depresse che guardano i loro figli e sentono di non riuscire neanche a prenderli in braccio, a quelle mamme che il mondo giudica ed abbandona, a quelle mamme sole ed atterrite dal loro stesso bisogno di silenzio e sonno.
Auguri alle mamme che fingono sia tutto una gran figata, un’ infinita pubblicità del Mulino Bianco, un passarsi sorrisi e merende gonfie di gioia ed orgoglio.
Auguri alle mamme che hanno desiderato un figlio per anni e dopo aver vissuto mille avventure e peripezie per averlo, adesso non sono più sicure che quel desiderio fosse giusto per loro.
Auguri alle mamme giovanissime, appena ventenni, che cercano di allattare al seno e contemporaneamente si preoccupano che si sciupi.
Auguri alle mamme che sono sicure di non fare mai abbastanza, a quelle che non se lo
Auguri alle mamme che assitono figli malati, che non dormono più un vero sonno da anni, che corrono ovunque per cercare una cura, che donano i loro organi per dare ancora una volta la vita ai propri figli.
Auguri a quelle mamme che non sanno cosa sia un percentuale di crescita, un'alimentazione sana, e dei denti da curare, ma riescono a ridere con i propri bambini, a crepapelle.
Auguri alle mamme che si dimenticano di sé stesse dal momento esatto in cui i loro figli si aggrappano alle loro mammelle, e poi se lo ricordano d'improvviso anni dopo, inorridendo al solo scoprire cosa sono diventate.
Auguri a chi vuole un figlio e distrugge il proprio matrimonio per questo, a chi ha paura di averlo, a chi si preoccupa delle smagliature, a chi non respira al solo pensiero di ciò che potrebbe capitare ai propri figli da un momento all'altro, a chi riesce a lasciarli andare liberi per il mondo, ed a chi li inchioda ai propri piedi, a chi li stimola ogni giorno, a chi li vizia, a chi li trascura, auguri a chi li sostiene nonostante tutto, a chi non vede l'ora di passargli una passione, di raccontargli una storia, di portarli con sé in un viaggio.
Auguri a quelle mamme che nonostante abbiano tanti bambini, si sentono ancora troppo figlie per ricordarsi di fare le madri.
Auguri a quelle mamme malate che non fanno pesare il loro dolore sui figli.
Auguri a tutte le mamme.
Auguri alla mamma che sono stata in questi 39 anni.
AUGURI A MIA MADRE CHE É L'ORIGINE DELLA MIA MATERNITÀ.
sabato 25 aprile 2015
venerdì 24 aprile 2015
giovedì 23 aprile 2015
Sensazionale!!!!
Speriamo che qualcosa di buono possa emergere dal mio dimenticato e isolato Molise! Grazie a tutti i ricercatori e, sicuramente sarò la prima ad utilizzare il farmaco estratto da questa pianta.:)
La pianta dei nonni del Molise
che aiuta a combattere i tumori
La pianta dei nonni del Molise
che aiuta a combattere i tumori
L’Istituto superiore
di sanità brevetta l’estratto di prunus come integratore della chemioterapia:
inibisce la crescita di cellule cancerogene. In vendita con ricetta
di Margherita
De Bac
Prunusp
Le industrie
sfornano farmaci innovativi, capaci di cambiare il corso di malattie tumorali
finora ritenute imbattibili, risultato di ricerche costate centinaia di
milioni. Dalla natura arriva un aiuto, meno rivoluzionario ma molto meno caro.
Il prunus , una pianta che cresce soprattutto in Molise: il prugno, dai frutti
blu, trasformato in prelibato liquore dai produttori locali, il grignolino. Se
non fosse per l’autorevolezza del centro che ne ha scoperto e provato con una
sperimentazione le proprietà, potrebbe sembrare uno dei tanti elisir anticancro
forieri soltanto di illusioni. Invece la notizia è dell’Istituto superiore di
sanità. Il medicinale, già brevettato, sarà in vendita a giugno, pronto per
essere utilizzato come integratore della chemioterapia. In combinazione con una
particolare miscela di aminoacidi, i costituenti essenziali dei nostri tessuti,
si è dimostrato efficace nei test nell’inibire la crescita delle cellule
cancerose fino al 78 per cento.
La pianta
Il nome
della pianta amica è Prunus spinosa trigno . Del composto ha parlato durante il
quarto congresso internazionale di medicina biointegrata la ricercatrice
Stefania Meschini, autrice di uno studio in via di pubblicazione: «È ricco di
antiossidanti e può contrastare la proliferazione tumorale. In laboratorio
l’estratto riesce a ridurre le cellule prese da pazienti con neoplasie a
polmone, colon e cervice uterina. Da solo non aveva effetti e allora abbiamo
aggiunto aminoacidi, vitamine e minerali». In estate andrà in vendita: la
prospettiva è ottenere un farmaco e allargare l’impiego, sperando di scoprirne
l’attività di contrasto in altri tipi di tumore.
In vendita a 20 euro con ricetta medica
Secondo
Meschini la sua azione è molto rapida. La distruzione delle cellule maligne
avviene in ventiquattr’ore. Franco Mastrodonato, presidente della Società
italiana di medicina biointegrata (Simeb) è fiducioso circa le potenzialità
terapeutiche dell’arbusto: «Non è tossico. Il composto è già stato registrato
al ministero della Salute. Il prezzo sarà contenuto: 20 euro». Lo studio sarà
presentato alla comunità scientifica il 25 giugno durante l’Expo in un convegno
sulle cure oncologiche integrate. Ricetta del medico obbligatoria. «I rimedi
naturali sono ottimi alleati - dice Paolo Marchetti responsabile dell’oncologia
del Sant’Andrea a Roma -. Tutto ciò che migliora la qualità della vita dei
pazienti è benvenuto. I malati ci riferiscono di trarre beneficio dall’uso di
piante come il Visco aureum e l’ Aloe vera . Andrebbero studiati a fondo».
mercoledì 22 aprile 2015
Ai "grandi" del mondo...
Ma che colpa ho?Che colpa ho se il giorno della nostra partenza dal
cielo siamo stati mandati in posti diversi sulla terra,
Che colpa ho se il mio si chiama Africa.
Che colpa ho se il giorno del mio arrivo sono stato
ricevuto da un allevatore di bestiame anziché
da un ginecologo,
Che colpa ho se la mia sala parto si chiama
campo profugo.
Che colpa ho se i primi suoni che ho sentito nella vita erano quelli di bombe, mitra e fucili,
Che colpa ho se la prima parola che ho imparato
è stato 'nemico'.
Che colpa ho se per dissetarmi devo fare dei buchi
nella terra per cercare qualche goccia d'acqua,
Che colpa ho se per sfamarmi devo aspettare il giorno
fortunato in cui qualche pannocchia e fagioli vengono lanciati da un aereo amico.
Che colpa ho se i miei giocattoli sono proiettili, bombe a mano e mine inesplose,
Che colpa ho se l'unica giostra che conosco si
chiama 'bunker'
Che colpa ho se i miei amici inseparabili si chiamano dissenteria, malaria e colera. Gli amici che fanno di tutto per non lasciarmi solo neanche per un giorno.
Che colpa ho se la parola vaccino per me esiste solo
nelle favole.
Che colpa ho se mi hanno convinto che per vivere
qualcuno (il nemico) deve morire da qualche altra parte.
Che colpa ho se nonostante la mancanza di cibo
e d'acqua sono 'cresciuto' molto in fretta ugualmente, diventando un adulto solo a quattro anni.
Che colpa ho se io sono un bambino africano!!!
blessing sunday osuchukwu -
tratto da "Le lacrime degli angeli"
domenica 29 marzo 2015
sabato 21 marzo 2015
Gesù o Barabba?
Sono
tante le notizie di cronaca, terribili e incommentabili da parte mia, che ogni
giorno i media ci vomitano addosso, tanto che verrebbe voglia di spegnere
tutto, non ascoltare e leggere niente più, perché sono cronache che incutono
solo paure e panico nella mente delle persone. Ci sono però alcune notizie che,
più di altre, in questi ultimi giorni, hanno attirato la mia attenzione: quella
relativa alla legge anticorruzione, e i
quattro milioni di italiani che usano la raccomandazione come routine
quotidiana..
Mi
chiedo: è lecito rubare in Italia? Pare proprio di si, visto che è da ben 700
giorni che la legge anticorruzione è ferma al Senato. Non interessa a nessuno
curare il male. Perché è incurabile. Siamo così noi italiani: una pacca sulla spalla,
un tira a campà, un lascia il mondo come sta, un volemose bene, una mano lava l’altra
e via corrompendo. E in questo magna magna generale c’è chi s’indigna, perché vorrebbe
esserci lui tra i magnaccioni e chi giustifica, lascia correre perché nel suo
piccolo, o nel suo grande, fa lo stesso.
Non c’è
un settore, sia pubblico che privato che non è travolto dall’onda della
corruttela, il denaro è tentatore piace a destra, a centro, a sinistra, al
clero, agli industriali, ai tecnici, ai magistrati,ecc…
Gli
esponenti politici del nuovo che avanza dicono sempre che c’è da cambiare e che
nulla sarà come prima. Sarà… ma ormai l’etica e la morale sono una pozione
magica che andrebbe sì inculcata dalla scuola primaria, ma dai grandi dovrebbe
arrivare l’esempio. Chi fa il politico, l’industriale, il sindaco o l’allenatore
non può navigare e godere nella sporcizia. E soprattutto non può giustificarsi
con un semplice “non ne sapevo niente”, con meschine vie di mezzo, uscite e
ritorni di sicurezza o riabilitazioni amichevoli e fraterne. Non si può e non
si deve, insomma, essere cacciati dalla porta e rientrare dalla finestra. Non
più. Si è toccato il fondo in ogni settore, in ogni campo…ma soprattutto è la
morale che ha toccato un fondo putrido e maleodorante. Ma … siamo italiani, il
nostro mancato impegno a risolvere la corruzione è genetico, salvo poi
stupirci, meravigliarci, esecrare, criticare con ipocrisia “l’andazzo generale”.
E i
quattro milioni di italiani che dichiarano di usare la raccomandazione? E certo!...
un regalino, in cambio di favori, al dirigente pubblico o al figlio del
ministro non si nega mai. In tutte le professioni ci sono la caste e i blasoni
familiari che la fanno da padroni….
Tra un po’
sarà Pasqua, poi il Giubileo. Speriamo che tra peccato e confessione, lo
Spirito Santo ci dia una mano e, di fronte alla chiama “Barabba o Gesù’”, il
popolo scelga quello giusto.
giovedì 19 marzo 2015
A tutti i papa'
Tanti auguri ai papà assenti, a quelli che lo sono stati solo in un certificato, a quelli con i rimorsi e i rancori, a quelli che la vita l’hanno donata ma non sono stati in grado di caricarsela sulle spalle e crescerla... per paura, per irresponsabilità.
Auguri ai papà dalle mani ruvide, quelli “forti” orgogliosi, quelli che non piangono mai, e a quelli che hanno pianto una sola volta nella vita, accompagnando all’altare la propria figlia.
Auguri ai papà dai cuori nascosti, quelli che non dicono mai ti voglio bene ai figli, ma che dentro al loro cuore hanno sempre avuto tanto amore, quelli che non si “emozionano” mai, ma hanno il cuore tenero come il burro.
Auguri ai papà chiusi in gabbia, quelli che hanno donato la libertà ai propri figli, quelli che oggi sognano di essere liberi, per riscattarsi, perché hanno sbagliato, a quei papà che vogliono esserlo sempre, comunque vada la vita.
Auguri ai papà stanchi, quelli che tornano tardi, quelli che si spaccano la schiena rinunciando alla compagnia dei propri figli, per necessità, per amore, a quelli lontani dai propri figli, quelli che noi figli li abbiamo visti e sentiti solo con il bacio della buonanotte.
Auguri ai papà che sono diventati nonni, che noi figli abbiamo riscoperto diversi, quasi a non riconoscerli più, e scoprirne in loro, quei lati dolci, quasi estranei.
Auguri ai papà intelligenti, quelli divorziati, che non hanno rinunciato ad esserlo, che non si sono persi nessun momento, nessuna emozione, per un amore che non è stato. Auguri ai figli dei papà, noi che da figli non li abbiamo mai compresi, e adesso che lo siamo diventati, ne abbiamo capito la figura e il significato.
Auguri a chi papà non lo è diventato per natura, ma lo è stato lo stesso crescendo un figlio venuto da lontano, a chi non ha visto il colore della pelle, le differenze, a chi ha lottato per esserlo donando amore.
Auguri a chi è papà, e un papà non ce l’ha più, a chi lo bacia attraverso una foto, a chi non ha fatto in tempo a dirgli ti voglio bene, a chi darebbe la vita oggi, per poterci anche solo per un attimo discuterci un po’, confrontarsi, e dimostrargli l’uomo o la donna che è diventato.
Auguri ai papà che sono andati via per sempre, lì oltre le nuvole, a quelli che ci proteggono ancora, a quelli che non hanno avuto la fortuna di vederci crescere, quelli che non vedremo mai spingere un passeggino al parco, auguri a loro, perché pur lontani sentiremo sempre la loro presenza nei nostri cuori.
Auguri a tutti i papà, perché non saranno mai come le mamme, ma il cuore di ognuno di loro verso i figli ha lo stesso amore.
Auguri, infine, al mio papà che non c’è più,
che mi ha dato la vita e che è sempre
con me.
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