lunedì 29 giugno 2015

Lettera all'amica ritrovata...

Cara Graziella,
è proprio vero, la vita non finisce mai di stupirmi! In un mondo in cui tutto è virtuale, tu sei riuscita a scovarmi dopo 47 anni utilizzando dei “gangi” umani: un fratello, un cugino, un marito ed è scattato il contatto… sì, dopo tanti anni  mi hai ritrovata! Non puoi immaginare che gioia ho provato quando ho letto il tuo nome nella  mailing list! avevo quasi timore di aprirla per leggerla, non mi sembrava vero che dopo tanti anni potessimo di nuovo riavvicinarci … ma forse è bene riavvolgere il nastro e raccontare la storia della nostra amicizia, nata tanti anni fa quando, adolescenti spensierate e incoscienti, trascorrevamo le estati a fare su e giù lungo il corso di Campobasso. Chi è Graziella? Si chiederanno i miei lettori… e voglio ripercorrere la nostra storia insieme a te.
Sei nata e hai vissuto sei anni a Campobasso, per trasferirti poi con la tua famiglia a Sassari. Ogni estate, però tornavi per trascorrere le vacanze a Cb. Bene, la fortuna ha voluto che frequentassimo la stessa comitiva, formata quasi per intero da amici di mio zio Antonio (non vi spaventate, non era una banda di pedofili, ma mio zio aveva solo quattro anni più di me) il quale viveva a casa mia per completare gli studi, interrotti a Il Cairo per la guerra dei 6 giorni (è troppo lungo spiegare perché stesse al Cairo…tranquilli, AlQaeda ancora non nasceva). Chiaramente cominciai a frequentare i suoi amici, anche perché la sua presenza rassicurava molto mio padre, per cui mi permetteva di uscire con lui tranquillamente. Orbene, quando ti inserìsti tu, incuriosì tutti la tua presenza: bella, con un nasino all’insù (come ricorda ancora mia madre), simpatica, anche se un tantino imbronciata. Fu subito amicizia tra me, te e Susy, un’altra ragazza meravigliosa di Cb, e, oltre a macinare km lungo il corso, ci riunivamo in una “soffitta” di un nostro caro amico e lì si chiacchierava, si ballava, si mangiava… tutto questo fino al 1968, ultima volta in cui ti vidi, perché poi non tornasti più a Cb, preferendo,forse, trascorrere le vacanze nella meravigliosa Sardegna.
Prima di andar via, però, ci scambiammo delle foto ed io la tua foto l’ho conservata sempre con amore e ogni tanto, guardandola dicevo “chissà Graziella che fa, come sta”. Il giorno dell’anno in cui ti ho ho sempre pensata era il 2 luglio perché si festeggia la Madonna delle Grazie, ed il mio pensiero andava a te con il forte desiderio di poterti fare gli auguri.
Poi la vita ha avuto il suo corso, il tempo ha disgregato la comitiva, ognuno ha preso la sua strada, Susy si trasferì a Roma, lo stesso zio Antonio ha lasciato addirittura questa terra … insomma, ci siamo persi. Ed ora…ecco, dopo tanti anni sei tornata nella mia vita ed io sono felice perché sei stata bravissima a “riagganciarmi” e sentirci è stato come se questi 47 anni non fossero passati: i ricordi sono vivi e a poco a poco, come in una telenovela, ci stiamo raccontando tutto ciò che di bello e di brutto la vita ci ha regalato in questi lunghi anni.
Ora che ti ho ritrovato non ho intenzione di perderti ancora ma, anzi, come ci siamo ripromesse, dobbiamo incontrarci, io tu e Susy, per trascorrere ancora qualche ora di spensieratezza, dimenticando per un po’ problemi e affanni della vita.


Ciao Graziella, grazie per la tua amicizia. Tvb

martedì 23 giugno 2015

uno,due e...TRE!

Ciao Tommy, bello di nonna!
 oggi compi 3 anni, anche se li abbiamo festeggiati domenica a Roma, in quel meraviglioso parco pieno di verde, giochi, mamme, bimbi, la tua nonna vuole scriverti poche parole per rinnovarti gli auguri e per dirti quelle cose che ha nel cuore e che davanti a tutti quegli ospiti intervenuti alla tua festa non ha potuto dirti. In questi 3 anni hai vissuto tante piccole esperienze, anche importanti, vivi nel tuo piccolo mondo fatto di dolcezza, serenità,  gioia infinita, e ogni volta mi regali indescrivibili emozioni, che colorano e danno un senso alla mia vita.
Cresci così in fretta che vorrei poter fermare il tempo quando stiamo insieme, per assaporare ogni attimo di quei momenti … è come vedere un film che mi piace … vorrei rivedere le scene più belle … ritornare indietro all’infinito … riavvolgere la pellicola all’infinito  … e invece il tempo scorre veloce, inesorabile e non si ferma neanche un attimo …
3 anni di piccoli progressi, di piccoli passi, di tante paroline imparate con le quali oggi esprimi i tuoi sentimenti, i tuoi desideri, sempre col sorriso e l’allegria che fanno di te un bambino socievole, abituato a stare con gli altri e che sta bene con gli altri. In questi 3 anni hai continuato a stregarmi, col tuo sorriso, con i tuoi occhioni blu, con il tuo sguardo curioso e le tue risate … ti voglio tutto il bene del mondo, bello di nonna! Anche se non ci vediamo spesso, ogni giorno vedo le tue foto e quei video buffi e simpatici.
Buon compleanno, mio piccolo Tommy! Per quanti regali io ti potrò fare, il regalo più bello lo hai fatto tu a me: sei entrato nella mia vita, arricchendola e rendendola più gioiosa.

Tvb!:):):)

sabato 30 maggio 2015

Le parole chiave

La campagna elettorale è chiusa …  meno male!!! non se ne poteva più di parole grosse, parolacce, minacce, ingiurie,  tutto in nome della “libertà”,  “giustizia”, “eguaglianza”… parole chiave per una  politica che non potrebbe fare a meno di esse per quel che tali parole significano. Mi ha colpito la violenza, la prepotenza e la tracotanza con cui alcuni leader politici hanno approcciato i loro elettori ed ognuno di essi ha cavalcato un carro, sperando di entrare vincitori per … occupare poltrone.
C’è stato chi, indossando morbide e coloratissime felpe, si è accomodato sul carro dei migranti e dei rom, utilizzando parole violente, minacciando annegamenti, spari, roghi e ruspate a gogò; qualcun altro ha preferito inveire contro la sanità, urlando addosso alle donne di non sottoporsi ad esami diagnostici, come la mammografia, perché, secondo la sua mente ormai in delirio (nome, tra l’altro, del suo cane) sono esami che servono solo per ingrossare le casse di associazioni di ricercatori, offendendo così la professionalità e la competenza di un Professore a cui lui non sarebbe degno nemmeno di pulire le scarpe! anzi , addirittura!, ha trovato lui la giusta terapia per gli uomini malati di cancro alla prostata: scopare, scopare, scopare!!! Ma davvero per questo pagliaccio ci starebbe bene una TAC testa/collo e un bel VAFFA!!!!
C’è chi poi ha fatto leva sui pensionati, dandogli un “contentino”, giusto per … riparare al danno che ha fatto quel governo precedente pieno di soloni e bocconiani. Ma tant’è … e non fa niente se c’è chi, come me, in questo ladrocinio legale ci rimette quasi €3ooo … e chi, invece, addirittura si aumenta il vitalizio, che passa di padre in figlio (leggi Regione Molise).
E poi c’è Lui, l’immortale, l’inossidabile, nonostante la veneranda età (che cerca di mascherare con ripetuti lifting che gli hanno fatto sparire gli occhi) che continua a bla…bla…bla, dimenticando che appena nel 2008 ripeteva a gran voce che la crisi non c’era, che l’Italia era salva e bla…bla…bla…e poi l’Italia si è ritrovata un baratro di debiti che stiamo pagando noi, non certo lui e la sua banda bassotti. Ma il suo grande spirito di sacrificio gli suggerisce che l’Italia ha ancora bisogno di Lui… ma un lifting per cancellare il delirio di onnipotenza, quello no, eh?
Nella mia regione non si vota, ma se si fosse votato, non lo avrei fatto, come faccio ormai da vent’anni, perché do’ un valore diverso a quelle parole chiave: “libertà” “giustizia” “eguaglianza” che se usate come slogan e come retorica finiscono di non sapere di nulla. Le considero le parole più umane, necessarie alla nostra vita. Le parole respiro. Le parole pane. E in Italia queste parole sciorinate, agitate,urlate in questa brutta campagna elettorale chiedono di nuovo a tutti di essere riconosciute e chiedono di essere imparate di nuovo.


Restiamo umani

domenica 24 maggio 2015

Un pieno di legalità

In questi giorni stiamo commemorando Giovanni Falcone, grande uomo e grande magistrato antimafia, ammazzato in un attentato il 23 maggio 1992. E proprio in ricordo di quel terribile evento, il 23 giugno di ogni anno viene ricordata come  “la Giornata della Legalità”. Si rimpallano sulle tv tutti i video, le foto, i servizi di quel giorno terribile e al centro di tutti gli interventi c’è la mafia siciliana, causa di corruzioni, morti, stragi e di cui Giovanni Falcone è diventato il simbolo.
Voglio però fare un’osservazione, che sicuramente molti non approveranno, e premetto che il mio spirito critico non vuol essere irriverenza nei riguardi di Giovanni Falcone – che stimo come uomo e come magistrato – è solo che non esiste più e solo quel tipo di mafia, ce n’è tanta ancora e, purtroppo, anch’essa portatrice di corruzione, violenza, morte, stragi… se parliamo di giornata della legalità, ricordiamo i morti della camorra, della ‘ndrangheta, della terra di mezzo, del ladrocinio che i politici perpetrano nei confronti dei cittadini (dei pensionati, in particolare), dell’omertà di alcuni compagni di classe che hanno visto morire il loro compagno e non hanno visto, sentito, parlato… di un prete che nasconde la verità sulla scomparsa di una donna … della facilità con cui si accusano persone, soprattutto se stranieri, per avere consensi elettorali …. delle condanne o delle scagionature facili e inspiegabili…
Stessa situazione si verifica il 27 gennaio, quando viene commemorata “la Giornata della Memoria” per ricordare l’Olocausto, la pagina più atroce della nostra storia. Bene, parlano solo e soltanto dello sterminio degli ebrei: l’olocausto provocò 30 milioni di morti, di essi 6 milioni erano ebrei gli altri erano disabili, omosessuali, zingari … perché, mi chiedo, non vengono mai ricordati? Nn vi sembra anche questa discriminazione? È così che si vuol educare i giovani alla legalità?
Ma... cos’é la legalità?

«Legalità è il rispetto e la pratica delle leggi. È un'esigenza fondamentale della vita sociale per promuovere il pieno sviluppo della persona umana e la costruzione del bene comune». Sono parole di un documento del 1991 della Chiesa italiana.

Ergo: Legalità non sono, quindi, solo i magistrati e le forze di polizia, a cui dobbiamo riconoscenza e rispetto. Legalità dobbiamo essere tutti noi. Non può esserci legalità senza uguaglianza! Non possiamo lottare contro le mafie senza politiche sociali, diffusione dei diritti e dei posti di lavoro, senza opportunità per le persone più deboli, per i migranti, per i poveri.
Legalità è responsabilità, anzi corresponsabilità
Non può esserci legalità senza uguaglianza! 
E quindi, quando celebriamo queste giornate commemorative, cerchiamo di non dimenticare nessuno, perché tutte le vittime di corruzione, violenza, morte, stragi, sono vittime di illegalità.


domenica 10 maggio 2015

Auguri, mamme


Auguri a quelle mamme che ancora non sono riuscite a diventarlo, che non pensano ad altro giorno e notte, a quelle che si sottopongono agli interventi più intrusivi e rischiosi, ai viaggi più lontani e costosi.

Auguri a quelle donne che non si sentono tali fino a che non stringono tra le braccia il  loro batuffolo.

Auguri alle donne che sognano una pancia piena di figlio e non hanno paura di nulla, purché accada.

Auguri alle donne che hanno pensato allo studio, alla carriera, alla realizzazione economica e adesso, da vecchie, si guardano in faccia e farebbero qualsiasi cosa per tornare indietro e poter festeggiare questa festa di maggio.

Auguri alle donne che conoscono l'ebbrezza e la gioia di sapersi incinte e mostrano orgogliose il loro pancione.

Auguri a quelle donne che, nonostante la crisi, hanno deciso di far nascere il loro cucciolo.

Auguri a quelle donne che sono diventate madri ed ora si sentono sommerse fino al collo dalle responsabilità, dalle paure, dalle preoccupazioni, e provano talmente tanto senso di colpa per questo, che non se lo sanno raccontare davvero, ma sognano fughe e vite parallele.

Auguri a quelle mamme che hanno subito la separazione e il divorzio e crescono da sole i figli.

Auguri a quelle mamme che si son viste togliere i figli dai cosiddetti servizi sociali.
Auguri alle mamme depresse che guardano i loro figli e sentono di non riuscire neanche a prenderli in braccio, a quelle mamme che il mondo giudica ed abbandona, a quelle mamme sole ed atterrite dal loro stesso bisogno di silenzio e sonno.
Auguri alle mamme che fingono sia tutto una gran figata, un’ infinita pubblicità del Mulino Bianco, un passarsi sorrisi e merende gonfie di gioia ed orgoglio.
Auguri alle mamme che hanno desiderato un figlio per anni e dopo aver vissuto mille avventure e peripezie per averlo, adesso non sono più sicure che quel desiderio fosse giusto per loro.
Auguri alle mamme giovanissime, appena ventenni, che cercano di allattare al seno e contemporaneamente si preoccupano che si sciupi.
Auguri alle mamme che sono sicure di non fare mai abbastanza, a quelle che non se lo
sono mai chiesto e si sono ritrovate figli grandi senza sapere neanche come sia accaduto.
Auguri alle mamme che assitono figli malati, che non dormono più un vero sonno da anni, che corrono ovunque per cercare una cura, che donano i loro organi per dare ancora una volta la vita ai propri figli.
Auguri a quelle mamme che non sanno cosa sia un percentuale di crescita, un'alimentazione sana, e dei denti da curare, ma riescono a ridere con i propri bambini, a crepapelle.
Auguri alle mamme che si dimenticano di sé stesse dal momento esatto in cui i loro figli si aggrappano alle loro mammelle, e poi se lo ricordano d'improvviso anni dopo, inorridendo al solo scoprire cosa sono diventate.
Auguri a chi vuole un figlio e distrugge il proprio matrimonio per questo, a chi ha paura di averlo, a chi si preoccupa delle smagliature, a chi non respira al solo pensiero di ciò che potrebbe capitare ai propri figli da un momento all'altro, a chi riesce a lasciarli andare liberi per il mondo, ed a chi li inchioda ai propri piedi, a chi li stimola ogni giorno, a chi li vizia, a chi li trascura, auguri a chi li sostiene nonostante tutto, a chi non vede l'ora di passargli una passione, di raccontargli una storia, di portarli con sé in un viaggio.
Auguri a quelle mamme che nonostante abbiano tanti bambini, si sentono ancora troppo figlie per ricordarsi di fare le madri.
Auguri a quelle mamme malate che non fanno pesare il loro dolore sui figli.
Auguri a tutte le mamme.
Auguri alla mamma che sono stata in questi 39 anni.


AUGURI A MIA MADRE CHE É L'ORIGINE DELLA MIA MATERNITÀ.

giovedì 23 aprile 2015

Sensazionale!!!!

Speriamo che qualcosa di buono possa emergere dal mio dimenticato e isolato Molise! Grazie a tutti i ricercatori e, sicuramente sarò la prima ad utilizzare il farmaco estratto da questa pianta.:)

La pianta dei nonni del Molise 
che aiuta a combattere i tumori
L’Istituto superiore di sanità brevetta l’estratto di prunus come integratore della chemioterapia: inibisce la crescita di cellule cancerogene. In vendita con ricetta
di Margherita De Bac
Prunusp
Le industrie sfornano farmaci innovativi, capaci di cambiare il corso di malattie tumorali finora ritenute imbattibili, risultato di ricerche costate centinaia di milioni. Dalla natura arriva un aiuto, meno rivoluzionario ma molto meno caro. Il prunus , una pianta che cresce soprattutto in Molise: il prugno, dai frutti blu, trasformato in prelibato liquore dai produttori locali, il grignolino. Se non fosse per l’autorevolezza del centro che ne ha scoperto e provato con una sperimentazione le proprietà, potrebbe sembrare uno dei tanti elisir anticancro forieri soltanto di illusioni. Invece la notizia è dell’Istituto superiore di sanità. Il medicinale, già brevettato, sarà in vendita a giugno, pronto per essere utilizzato come integratore della chemioterapia. In combinazione con una particolare miscela di aminoacidi, i costituenti essenziali dei nostri tessuti, si è dimostrato efficace nei test nell’inibire la crescita delle cellule cancerose fino al 78 per cento. 

La pianta
Il nome della pianta amica è Prunus spinosa trigno . Del composto ha parlato durante il quarto congresso internazionale di medicina biointegrata la ricercatrice Stefania Meschini, autrice di uno studio in via di pubblicazione: «È ricco di antiossidanti e può contrastare la proliferazione tumorale. In laboratorio l’estratto riesce a ridurre le cellule prese da pazienti con neoplasie a polmone, colon e cervice uterina. Da solo non aveva effetti e allora abbiamo aggiunto aminoacidi, vitamine e minerali». In estate andrà in vendita: la prospettiva è ottenere un farmaco e allargare l’impiego, sperando di scoprirne l’attività di contrasto in altri tipi di tumore. 

In vendita a 20 euro con ricetta medica
Secondo Meschini la sua azione è molto rapida. La distruzione delle cellule maligne avviene in ventiquattr’ore. Franco Mastrodonato, presidente della Società italiana di medicina biointegrata (Simeb) è fiducioso circa le potenzialità terapeutiche dell’arbusto: «Non è tossico. Il composto è già stato registrato al ministero della Salute. Il prezzo sarà contenuto: 20 euro». Lo studio sarà presentato alla comunità scientifica il 25 giugno durante l’Expo in un convegno sulle cure oncologiche integrate. Ricetta del medico obbligatoria. «I rimedi naturali sono ottimi alleati - dice Paolo Marchetti responsabile dell’oncologia del Sant’Andrea a Roma -. Tutto ciò che migliora la qualità della vita dei pazienti è benvenuto. I malati ci riferiscono di trarre beneficio dall’uso di piante come il Visco aureum e l’ Aloe vera . Andrebbero studiati a fondo». 



mercoledì 22 aprile 2015

A domanda rispondi...???!!!






Ai "grandi" del mondo...

Ma che colpa ho?

Che colpa ho se il giorno della nostra partenza dal
cielo siamo stati mandati in posti diversi sulla terra,
Che colpa ho se il mio si chiama Africa.

Che colpa ho se il giorno del mio arrivo sono stato
ricevuto da un allevatore di bestiame anziché
da un ginecologo,
Che colpa ho se la mia sala parto si chiama
campo profugo.

Che colpa ho se i primi suoni che ho sentito nella vita erano quelli di bombe, mitra e fucili,
Che colpa ho se la prima parola che ho imparato
è stato 'nemico'.

Che colpa ho se per dissetarmi devo fare dei buchi
nella terra per cercare qualche goccia d'acqua,
Che colpa ho se per sfamarmi devo aspettare il giorno
fortunato in cui qualche pannocchia e fagioli vengono lanciati da un aereo amico.

Che colpa ho se i miei giocattoli sono proiettili, bombe a mano e mine inesplose,
Che colpa ho se l'unica giostra che conosco si
chiama 'bunker'
Che colpa ho se i miei amici inseparabili si chiamano dissenteria, malaria e colera. Gli amici che fanno di tutto per non lasciarmi solo neanche per un giorno.
Che colpa ho se la parola vaccino per me esiste solo
nelle favole.

Che colpa ho se mi hanno convinto che per vivere
qualcuno (il nemico) deve morire da qualche altra parte.
Che colpa ho se nonostante la mancanza di cibo
e d'acqua sono 'cresciuto' molto in fretta ugualmente, diventando un adulto solo a quattro anni.
Che colpa ho se io sono un bambino africano!!!
blessing sunday osuchukwu - tratto da "Le lacrime degli angeli"


sabato 21 marzo 2015

Gesù o Barabba?

Sono tante le notizie di cronaca, terribili e incommentabili da parte mia, che ogni giorno i media ci vomitano addosso, tanto che verrebbe voglia di spegnere tutto, non ascoltare e leggere niente più, perché sono cronache che incutono solo paure e panico nella mente delle persone. Ci sono però alcune notizie che, più di altre, in questi ultimi giorni, hanno attirato la mia attenzione: quella relativa alla legge anticorruzione,  e i quattro milioni di italiani che usano la raccomandazione come routine quotidiana..
Mi chiedo: è lecito rubare in Italia? Pare proprio di si, visto che è da ben 700 giorni che la legge anticorruzione è ferma al Senato. Non interessa a nessuno curare il male. Perché è incurabile. Siamo così noi italiani: una pacca sulla spalla, un tira a campà, un lascia il mondo come sta, un volemose bene, una mano lava l’altra e via corrompendo. E in questo magna magna generale c’è chi s’indigna, perché vorrebbe esserci lui tra i magnaccioni e chi giustifica, lascia correre perché nel suo piccolo, o nel suo grande,  fa lo stesso.
Non c’è un settore, sia pubblico che privato che non è travolto dall’onda della corruttela, il denaro è tentatore piace a destra, a centro, a sinistra, al clero, agli industriali, ai tecnici, ai magistrati,ecc…
Gli esponenti politici del nuovo che avanza dicono sempre che c’è da cambiare e che nulla sarà come prima. Sarà… ma ormai l’etica e la morale sono una pozione magica che andrebbe sì inculcata dalla scuola primaria, ma dai grandi dovrebbe arrivare l’esempio. Chi fa il politico, l’industriale, il sindaco o l’allenatore non può navigare e godere nella sporcizia. E soprattutto non può giustificarsi con un semplice “non ne sapevo niente”, con meschine vie di mezzo, uscite e ritorni di sicurezza o riabilitazioni amichevoli e fraterne. Non si può e non si deve, insomma, essere cacciati dalla porta e rientrare dalla finestra. Non più. Si è toccato il fondo in ogni settore, in ogni campo…ma soprattutto è la morale che ha toccato un fondo putrido e maleodorante. Ma … siamo italiani, il nostro mancato impegno a risolvere la corruzione è genetico, salvo poi stupirci, meravigliarci, esecrare, criticare con ipocrisia “l’andazzo generale”.
E i quattro milioni di italiani che dichiarano di usare la raccomandazione? E certo!... un regalino, in cambio di favori, al dirigente pubblico o al figlio del ministro non si nega mai. In tutte le professioni ci sono la caste e i blasoni familiari che la fanno da padroni….
Tra un po’ sarà Pasqua, poi il Giubileo. Speriamo che tra peccato e confessione, lo Spirito Santo ci dia una mano e, di fronte alla chiama “Barabba o Gesù’”, il popolo scelga quello giusto.



giovedì 19 marzo 2015

A tutti i papa'

Auguri a tutti i papà, a chi lo è stato e a chi non se l'è sentita di esserlo.

Tanti auguri ai papà assenti, a quelli che lo sono stati solo in un certificato, a quelli con i rimorsi e i rancori, a quelli che la vita l’hanno donata ma non sono stati in grado di caricarsela sulle spalle e crescerla... per paura, per irresponsabilità.

Auguri ai papà dalle mani ruvide, quelli “forti” orgogliosi, quelli che non piangono mai, e a quelli che hanno pianto una sola volta nella vita, accompagnando all’altare la propria figlia.

Auguri ai papà dai cuori nascosti, quelli che non dicono mai ti voglio bene ai figli, ma che dentro al loro cuore hanno sempre avuto tanto amore,  quelli che non si “emozionano” mai, ma hanno il cuore tenero come il burro.

Auguri ai papà chiusi in gabbia, quelli che hanno donato la libertà ai propri figli, quelli che oggi sognano di essere liberi, per riscattarsi, perché hanno sbagliato, a quei papà che vogliono esserlo sempre, comunque vada la vita. 

Auguri ai papà stanchi, quelli che tornano tardi, quelli che si spaccano la schiena rinunciando alla compagnia dei propri figli, per necessità, per amore, a quelli lontani dai propri figli, quelli che noi figli li abbiamo visti e sentiti solo con il bacio della buonanotte.

Auguri ai papà che sono diventati nonni, che noi figli abbiamo riscoperto diversi, quasi a non riconoscerli più, e scoprirne in loro, quei lati dolci, quasi estranei. 
Auguri ai papà intelligenti, quelli divorziati, che non hanno rinunciato ad esserlo, che non si sono persi nessun momento, nessuna emozione, per un amore che non è stato. Auguri ai figli dei papà, noi che da figli non li abbiamo mai compresi, e adesso che lo siamo diventati, ne abbiamo capito la figura e il significato. 

Auguri a chi papà non lo è diventato per natura, ma lo è stato lo stesso crescendo un figlio venuto da lontano, a chi non ha visto il colore della pelle, le differenze, a chi ha lottato per esserlo donando amore.
Auguri a chi è papà, e un papà non ce l’ha più, a chi lo bacia attraverso una foto, a chi non ha fatto in tempo a dirgli ti voglio bene, a chi darebbe la vita oggi, per poterci anche solo per un attimo discuterci un po’, confrontarsi, e dimostrargli l’uomo o la donna che è diventato.

Auguri ai papà che sono andati via per sempre, lì oltre le nuvole, a quelli che ci proteggono ancora, a quelli che non hanno avuto la fortuna di vederci crescere, quelli che non vedremo mai spingere un passeggino al parco, auguri a loro, perché pur lontani sentiremo sempre la loro presenza nei nostri cuori.

Auguri a tutti i papà, perché non saranno mai come le mamme, ma il cuore di ognuno di loro verso i figli ha lo stesso amore. 

Auguri, infine, al mio papà che non c’è più, che mi ha dato la vita e  che è sempre con me.